Uno, due, tre
lievi rintocchi
di campane mute
quattro, cinque, sei
passi verso la porta
di una cantina socchiusa
sette, otto, nove
gocce di pioggia
che dalle fronde cadono giù
dieci, undici, dodici
chicchi di grano
in una mano affamata
tredici, quattordici, quindici
petali di rose
poggiati sul viale dell’addio
sedici, diciassette, diciotto
sassolini contro il vetro
di una finestra inaccessibile alla vita
diciannove, venti, ventuno
lacrime amare
nascoste nel buio di noi
ventidue, ventitré, ventiquattro
battiti del mio cuore
al ritmo del tuo respiro
venticinque, ventisei, ventisette
anni qui rinchiuso
dove la vita non è vita
ventotto, ventinove, trenta
le stagioni donate a te
che non riesci a contarle
come tua...
sono solo numeri
trascritti e copiati in me
come fossero concetti astratti
e non più certa condivisione.
© Saverio Chiti, 9 febbraio 2026