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Pubblicata il 08/02/2026
Guardo le mie rughe come solchi
di un campo mai seminato.
Ho cinquant’anni di polvere nei polmoni,
un pugno di mosche
e un Dio che ha smesso da tempo
di bussare alla mia porta.

Non c’è perdono nella penombra di questa stanza,
solo la sentenza della cera che si consuma
mentre l’ombra si allunga,
nera e carnale,
a reclamare ciò che resta.

Siamo una generazione di spettri
che lucidano le proprie catene.
Abbiamo costruito cattedrali di fumo
e ponti verso il niente,
mentre questa società di mercanti
svende il futuro dei figli
al miglior offerente.

La fiamma annega nella sua stessa cera:
un sacrificio muto,
una colata di tempo bianco,
sangue che non bagna la terra
ma soffoca lo spirito
nell fango della propria solitudine.

La mia anima è un’anfora crepata
che non trattiene più la grazia,
ma solo questo pianto denso,
mentre guardo il fallimento dei miei giorni:
essere un uomo vivo
in un tempo senza volto.

Il silenzio è un secondino
che ci guarda marcire
nel lusso delle nostre prigioni,
mentre fuori
i grandi boschi dello spirito
venivano abbattuti.

Resta la carne, sola,
a fare i conti con la propria impotenza:
un'anima muta
che urla nel vuoto di queste mura.

Guardo la fiamma,
questo piccolo sole agonizzante,
e vedo l’immagine di un Dio
che si è fatto uomo
per essere ignorato.

Mentre la candela, morendo,
rivela la nostra nuda miseria:
siamo solo carne che invecchia
nel chiaroscuro
di un secolo tradito.
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anche l'uomo che dovrebbe essere luce, è fiamma che annega nella sua stessa cera. stringiamo in mano la colata bianca di una vita bruciata. anche colui che era LUCE sta pensando che stiamo meritando il buio. la tua comunicazione è carica di espressività. una fucina di segnali. un caro saluto.

il 08/02/2026 alle 17:31

Siamo tutti colpevoli dello scempio dei nostri giorni Ti leggo con grande piacere William! Un caro saluto Magic.

il 08/02/2026 alle 19:21

Eccellente componimento, William! Congratulazioni per la profondità espressa!

il 09/02/2026 alle 07:24

Hai espresso questa visione così pessimistica con immagini intense e potenti, capaci di accentuare il senso un'immobilità colpevole che si è fatta complice di danni e devastazioni, meritando il crollo di tutte le speranze e soprattutto di quei valori in cui si è disperatamente creduto... i tuoi versi sono bellissimi, ma io spero che guardandoti intorno tu riesca anche a cogliere il valore di un'umanità che nonostante tutto ancora non si è arresa e opera in vari settori del volontariato mettendo sudore e sangue in gesti di assoluta gratuità... in questa umanità io credo ancora!

il 09/02/2026 alle 15:18

la concentrazione di immagini forti a dipingere il pessimismo è giustificata e poeticamente molto efficace, ma altrettanto valida l'esortazione a vedere e ad incoraggiare ciò che ancora funziona a livelli di umanità. William e Illune siete complementari. realtà a confronto.

il 09/02/2026 alle 15:37