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Pubblicata il 06/02/2026
Non è acqua
il pianto
che stria la polvere,

ma l’urlo
di un livido cielo
che si sventra.

Il fulmine cala
come scure divina;

non cerca la via,
la scava,

martirizzando
l'utero della terra
del suo sperma.

In quel colpo,
la roccia
si fa specchio del sacro:

fessura aperta
che incrina
l'aria
e il suolo,

scintilla accesa
che sospende
il tempo.

È ’istante nudo,
sotto il maglio,

dove cenere
e fiamma
si divorano.

Lo senti
l'urto
dentro le tue
stesse ossa:

la terra ora è viva,
gravida
nel profondo.

È la ferita
che permette
alla luce

di abitare
il ventre oscuro
delle tue radici.

*** La crisi, la violenza, il trauma sociale non sono solo eventi da rimuovere o correggere.
Sono la condizione ineludibile per qualsiasi possibilità di rinnovamento o rigenerazione.*****
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C'è una carica di misticismo nei tuoi testi , che li rende speciali. Sei un autore illuminato. Un caro saluto Magic

il 06/02/2026 alle 18:57

Hai reso perfettamente l'idea! Bravissimo nell'esplicitar la vita!

il 07/02/2026 alle 15:06