PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 04/02/2026
Il laboratorio del Dottor Eddy non era un luogo di fine, ma di attesa.
Situato ai margini di un bosco dove il silenzio si tagliava col vetro,
l’aria all'interno era un ossimoro olfattivo: la nota pungente della
formalina si intrecciava alla dolcezza rassicurante della lavanda e al
profumo secco della segatura fresca.
Eddy era, a detta di molti, un tassidermista; per se stesso, era un
custode della dignità perduta: la morte non era un mistero metafisico, ma un'offesa estetica.
Non era la morte a spaventarlo, ma il disordine che essa portava con sé, pensava spesso, osservando un airone cenerino adagiato sul banco di zinco.
Quando un uccello cadeva dal cielo, perdeva la simmetria. Lui era lì per restituirgliela.
Con la punta del bisturi e la pazienza di un monaco, incideva la pelle con una precisione che rasentava la preghiera.
Non si limitava a fermare la decomposizione; il suo obiettivo era fissare l'anima nel suo momento di massima bellezza.
La sua casa era un museo dell'immobilità. In ogni angolo, creature che avrebbero dovuto essere polvere da decenni lo osservavano con occhi
di vetro così profondi da sembrare lucidi di vita. Una volpe era cristallizzata nell'attimo prima di un balzo; un gufo dormiva un sonno eterno su un ramo di quercia levigato.
Era un giardino immobile dove il tempo non aveva giurisdizione.
Il Dottore amava gli animali al punto da non poterne sopportare l'assenza; la loro estinzione fisica era un errore che lui si sentiva in dovere di correggere.
"Mi dispiace, piccolo," sussurrava alla texture setosa del pelo di un cerbiatto mentre ne modellava la forma. "Ti chiedo scusa per il freddo, per la paura. Adesso sei al sicuro. Nessuno ti darà più la caccia."
Il conflitto tormentava le sue notti. Nonostante la sua perfezione tecnica — la cura per la morbidezza del mantello o la scelta della posa perfetta — sapeva che sotto il manto o le piume ricomposte, un punto invisibile alla volta, non batteva alcun cuore. Era il paradosso del suo desiderio di controllo sulla natura: poteva ricreare il miracolo del volo, ma non il fremito della vita. Ogni sua opera era un successo dell'estetica e una sconfitta della biologia.
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4,4/5 meriti (8 voti)

...ciao Sir, il tuo racconto è di un silenzio eloquente...(sempre agli ordini)

il 04/02/2026 alle 09:24

Superbo come sempre. Saluto.

il 04/02/2026 alle 09:27

fissare l'anima nel momento della sua massima bellezza, è fotografare l'eternità. sembra incredibile! neppur il privar del fremito potè denigrare il volo. originale, come sempre. ciao Sir.

il 04/02/2026 alle 16:08

Mio egregio scudiero, grazie del tuo unicissimo contributo! Ciao Rom

il 04/02/2026 alle 16:17

Superba è la tua partecipazione, caro Jacques! Grazie

il 04/02/2026 alle 16:18

Grazie molte, Silia! Grato di questo splendido commento.

il 04/02/2026 alle 16:20

I mie rispetti, amico Poe! Grazie delle tue profonde parole!

il 04/02/2026 alle 16:21

Questo brano è straordinario, Sir . È un ritratto psicologico denso, quasi gotico, ma privo di macabro gratuito. Il Dottor Eddy non è un mostro, è un esteta disperato. La chiusura poi è un colpo di grazia poetico. La sconfitta della biologia contro il successo dell'estetica. Eddy ha creato un paradiso immobile, un "giardino dove il tempo non ha giurisdizione", ma riconosce il silenzio del cuore che non batte. E la tragedia di chi può ricreare la forma del volo, ma non il brivido di volare. Stupenda.

il 04/02/2026 alle 19:28

Sono felice ti sia piaciuto a tal punto, caro Magic; ciò denota quanto sia elevata la tua sensibilità! Mille grazie

il 04/02/2026 alle 20:56

Affascinante e magico, ma a parte la tua bravura, ciò che si evidenzia è il tuo stile mantiene l'eleganza che ti distingue. Bravooooo!!!

il 04/02/2026 alle 21:22

In ginocchio, mi prostro alle tue parole, gioia di una San! Grazie infinite!

il 05/02/2026 alle 06:11

Peccato che questa tecnica non mi piaccia però la descrizione e il racconto meritano la lettura. Ciao

il 14/04/2026 alle 11:09

Nessuna tecnica. Formattazione non adeguata al testo. È solo un racconto. Grazie, Gabry!

il 14/04/2026 alle 11:59

... dicevo della imbalsamazione.

il 14/04/2026 alle 13:15

anzi, della tassidermia :)

il 14/04/2026 alle 13:19

Nel senso che sei palesemente contrario? Rispetto il tuo parere, grazie Gabry!

il 14/04/2026 alle 13:23

Certamente!

il 14/04/2026 alle 13:23

Semplicemente, nn mi piace vedere gli animali, che una volta erano in libertà, immortalati nei loro corpi per il piacere di chi li compra o desidera avere; anche se, si sà, la loro anima è libera... e chissà, un domani potremmo essere qualcuno di loro. Tutto qui ;)

il 15/04/2026 alle 13:28

Probabilmente, c'è un tantino di egoismo, e te ne do ragione, caro Gabry; ma sono cresciuto con 2 canarini imbalsamati dentro la vetrina: i miei due fratelli li fecero imbalsamare, esortando mio nonno Vicio. Già, vi è un po' di sadismo e macabrità, ma c'è chi lo accetta! Grazie ancora.

il 15/04/2026 alle 14:44