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Pubblicata il 03/02/2026
Alle porte chiuse sull’inverno
cammino i miei passi
contemplando il gelo che ho lasciato
dietro di me, come fosse un velo
che si distacca dal mio vivere.

ogni tanto mi volto a cercarti
e non ti vedo, forse ti sei nascosto
in quei giorni di noi
quando ogni momento sembrava
mal visto, da chi si pensava destino
e invece era solo infelice cammino
verso quel vuoto dell’anima.

alle porte socchiusa dell’inverno
lascio dietro me il dolore
e bramo l’avvento del dolce riposo
che so essere il premio di chi
mai si ferma a guardarsi indietro
e avanti va, nonostante il fato.

tocco ora la maniglia
e spingerò oltre la porta...
della luce che m’abbaglia
lascio che s’appropri di me,
e lentamente passo dopo passo
varco la soglia.

ora tutto mi è chiaro
non ho più gelo nel cuore
e d’ogni valore m’approprio
alzando la fronte al cielo,
e con mani giunte, benedico la vita.

© Saverio Chiti, 3 febbraio 2026
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la strofa finale è di per sè Vangelo. bravo Saverio.

il 03/02/2026 alle 13:43

Riuscire a varcare quella porta e trovare finalmente la serenità oltre le catene del buio... un altrove mai perduto e con fede ritrovato, quale invidia ti porto!

il 04/02/2026 alle 00:40