Cura per i dettagli,
in una tavola imbandita,
tra l’eleganza del mogano
e la raffinatezza del cristallo.
eppure non mi prometteste nulla
non il mondo, non le stelle
tanto quelle, che motivo avevano
di brillare se non per me.
tutto era bello tra le vostre mani
e tutto lo è ancora,
perché quelle mani
mi hanno insegnato l’onestà del lavoro,
l’esclusività di una carezza
e la lealtà verso il prossimo.
la prima lingua che ho imparato
È la vostra, la postura, la fierezza
ed il beneficio del dubbio.
l’educazione mai in sordina
che ancora oggi mi indirizza,
come una bussola, capace
di puntare verso quelle sole
porte che vale la pena aprire.
lo si capisce dopo,
lo si capisce quando
ogni cosa torna al proprio ordine
e noti l’essenziale.
un tavolo Ikea,
al quale siede la mia Vita.
grazie a Voi so scegliere
i commensali, grazie a Voi
ho radici forti e rami flessibili
per affrontare ogni tempesta
e fiorire di quella bellezza
con la quale mi avete accolto al mondo,
tra un sorriso, un abbraccio
ed una pacca sulla spalla.
ora tocca a me,
e allora poso la penna
e scrivo.
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