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Pubblicata il 31/01/2026
( ode del sol morente)

l'orbe s'inasprisce nell'agonia dell'ovest,
un occhio ciclopico che sanguina
sui fianchi aridi della costa,
colando il suo oro nelle gole profonde della Sierra.

Non è un congedo mite,
ma un martirio di luce che schiaffeggia il granito,
mentre l'ombra
allunga le dita fino alle radici dei pini marittimi.

Il cielo è una ferita aperta ,
un altare di nubi incendiate
dove il giorno sacrifica se stesso
sull'incudine del mare battente.

Il respiro del mondo si fa' denso come resina,
mentre il porpora si sposa col nero cenere
nella liturgia cieca della sera.

Il tramonto è un patibolo di luce:
l'orizzonte recide il capo al giorno.

Risaliamo
il buio delle nostre anime,
con le unghie piantate nel vuoto,

fino a che l'io non sia che un rantolo di fiato

nel nero insaziabile
della gola di Dio.
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Pensavo ad un film, ma ho visto un kolossal. Imponente! Un saluto.

il 31/01/2026 alle 10:07

Veramente notevole, complimenti.

il 31/01/2026 alle 13:17

Questo è in fenomeno! Bravo William! Vediamo se lo sei fino in fondo.

il 31/01/2026 alle 17:33

Un opera d'arte, grandi immagini . Saluti Magic

il 31/01/2026 alle 18:20