Quattro quartine di endecasillabi a maiore e quartina finale di settenari, dentro ogni quartina rime perfette incrociate, mentre tra quartine diverse semplici consonanze.
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rileggo a caso e tutto pare assurdo:
son mie queste stronzate? Ma davvero?
magari quando scrissi ero sincero,
ma adesso parmi lègger testi in curdo
e poi le rime manco fossi un bardo
a raccontar del proprio fato amaro…
macché destino… sono solo un baro
che senza carte ha fatto troppo azzardo;
se quale fu la posta non ricordo
(forse guardar negli occhi lei che ammiro
e sorridendo mozza il mio respiro)
certo son che il mio gioco fu balordo.
scopro le carte, il nulla e quindi perdo,
brucio con il presente anche il futuro
e solo e zoppicante in quel tratturo
andando vane lacrime disperdo.
la notte ancor s’attarda,
persiste fredda sera;
m’ha ucciso la chimera
questa vita bastarda.
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ioffa, 14/03/2025
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