Un frammento di vita vissuta che colpisce per la sua delicatezza e la sua potenza sociale. Leggendoti si capisce che imparare una parola nuova, per queste persone, significa riprendersi un pezzo di vita. Molto bella.
L'aspetto più importante ed emozionante per me è stato condividere una solidarietà spontanea, del tutto impensabile, tra immigrati di varie provenienze e studenti liceali, italiani nell'affrontare i rudimenti della nostra lingua senza avere quasi nessuna possibilità di un linguaggio comune...
Questa poesia racconta una lezione di italiano molto speciale. Il poeta descrive un’aula scolastica dove non ci sono studenti comuni, ma persone straniere, spesso più grandi, che hanno lasciato il loro Paese a causa della fame, della guerra o della paura. Sono profughi che cercano di ricominciare una nuova vita. Tra tutti, colpisce una ragazza italiana arrivata in ritardo: il suo viso sorridente fa sentire l’autore più sereno e diventa un segno di accoglienza. Nell’aula si incontrano persone diverse per età, colore della pelle e storia personale, ma tutte unite dallo stesso desiderio: imparare la lingua italiana. Imparare le parole non è solo uno studio scolastico, ma una vera sfida. Ogni parola nuova rappresenta una speranza, un piccolo passo per ricostruire un sogno che la paura e la fuga hanno spezzato. I quaderni, le sillabe pronunciate con fatica e gli sguardi che si incrociano mostrano l’impegno e il coraggio di queste persone. La poesia vuole farci riflettere sull’importanza dell’accoglienza, della solidarietà e della scuola, che diventa un luogo dove le differenze si incontrano e dove nasce la possibilità di un futuro migliore.Commovente!
La cultura è universale come ahimè lo spirito di sopravvivenza. Un piccolo passo avanti che unisce, impersona e umanizza questi due aspetti. Un caro saluto.