PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 25/01/2026
A convincermi fu il viso ridente
della ragazza in ritardo, sola
italiana tra i tanti che mi guardavano
dalla penombra pomeridiana – era
la solita aula coi banchi la cattedra
le carte geografiche
ed un cartello che annunciava
“lezioni d’italiano” ad occhi esterrefatti…
si scusò la ragazza sedendosi
insieme alla virile assemblea
di meno giovani
meteore scaraventate dalla fame
nello stretto tempo del profugo…
ce ne arrivano tanti come loro
e come lei, coinvolti
nei vivaci scambi
di sguardi e voci che saltellano
sopra e sotto le righe dei quaderni
compitandone sillabe stentate...
e in ogni frase, in ogni verbo,
lungo le cronache che si ripetono
come le lettere a una professoressa,
iniziava la sfida a vincere
qualche parola nuova tra le pagine
di un sogno interrotto, spezzato
nelle sue poche ricorrenti unità
nelle sue varietà multicolori
dilatate oltre ogni male, allineate
tra decine di mani che si aprono
a volti scuri, velati, luminosi,
tra migliaia di occhi in fuga dal terrore
che si allunga come un incubo infinito…
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Tra quei banchi mi siedo ad osservare la verità e la vita. Piaciuta.

il 25/01/2026 alle 17:27

Un frammento di vita vissuta che colpisce per la sua delicatezza e la sua potenza sociale. Leggendoti si capisce che imparare una parola nuova, per queste persone, significa riprendersi un pezzo di vita. Molto bella.

il 25/01/2026 alle 17:41

L'aspetto più importante ed emozionante per me è stato condividere una solidarietà spontanea, del tutto impensabile, tra immigrati di varie provenienze e studenti liceali, italiani nell'affrontare i rudimenti della nostra lingua senza avere quasi nessuna possibilità di un linguaggio comune...

il 25/01/2026 alle 22:33

Questa poesia racconta una lezione di italiano molto speciale. Il poeta descrive un’aula scolastica dove non ci sono studenti comuni, ma persone straniere, spesso più grandi, che hanno lasciato il loro Paese a causa della fame, della guerra o della paura. Sono profughi che cercano di ricominciare una nuova vita. Tra tutti, colpisce una ragazza italiana arrivata in ritardo: il suo viso sorridente fa sentire l’autore più sereno e diventa un segno di accoglienza. Nell’aula si incontrano persone diverse per età, colore della pelle e storia personale, ma tutte unite dallo stesso desiderio: imparare la lingua italiana. Imparare le parole non è solo uno studio scolastico, ma una vera sfida. Ogni parola nuova rappresenta una speranza, un piccolo passo per ricostruire un sogno che la paura e la fuga hanno spezzato. I quaderni, le sillabe pronunciate con fatica e gli sguardi che si incrociano mostrano l’impegno e il coraggio di queste persone. La poesia vuole farci riflettere sull’importanza dell’accoglienza, della solidarietà e della scuola, che diventa un luogo dove le differenze si incontrano e dove nasce la possibilità di un futuro migliore.Commovente!

il 25/01/2026 alle 23:17

La cultura è universale come ahimè lo spirito di sopravvivenza. Un piccolo passo avanti che unisce, impersona e umanizza questi due aspetti. Un caro saluto.

il 28/01/2026 alle 20:23

Questa poesia è importante.

il 10/07/2026 alle 16:15

ti ringrazio dell'attenzione, occhio!

il 11/07/2026 alle 17:51