Annabella aveva il passo leggero,
di chi ancora inciampa nei propri pensieri,
portava negli occhi un pezzetto di cielo
rubato ai palazzi, ai rumori, ai cantieri.
il suo nome suonava come una carezza,
come un fiore di campo cresciuto sul marmo,
una nota di gioia, una strana dolcezza,
in un mondo che corre e non sa stare calmo.
?Aveva quaderni con i bordi strappati,
segreti di smalto e canzoni d’amore,
giorni d'aprile ancora non nati
e un battito nuovo nascosto nel cuore.
era una storia tutta da scrivere,
con i capitoli aperti sul mondo,
con quella voglia immensa di vivere
che ti prende alla gola in un solo secondo.
?Oggi il silenzio ha tagliato la strada,
tra i fari stanchi e serrande abbassate.
non c'è una stella che dal cielo cada,
solo il rumore delle ore passate.
resta una lacrima nuda nel bosco,
un’altalena nel vento di sera.
annabella è un fiore che non riconosco,
spezzato dal peso di una vita intera.
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