Un vento oscuro soffia sul mondo,
porta con sé cenere e pianto,
scava ferite nei campi e nei cuori.
la guerra è un fiume nero
che trascina case, sogni, memorie,
e lascia dietro sé solo macerie d’anime.
ma oltre il fumo,
tra le crepe della terra insanguinata,
sboccia un germoglio ostinato:
è la voce della pace.
essa canta di ponti e non di muri,
di mani che si stringono come radici
che cercano la stessa linfa.
il sole attende dietro le nubi,
la normalità è un’alba che ritorna:
bambini che ridono,
campi che rifioriscono,
strade che respirano vita.
mai più il clangore delle armi,
solo il battito del cuore umano
che, libero, costruisce futuro.