Posseggo un vaso
ricolmo di riccioli di paglia,
che ha un profumo ricco
di quel dolce aroma
a cui mi congiungo
in una crepa
lunga e stretta
in cui il coccio rosso
s’è sgretolato.
V’è un fiore ocra;
per ogni suo petalo
ho un bacio
e più li conto
e più ne ho dati.
Sanguina il fiore
e l’ocra calda
in porpora si muove.
La fragranza gentile
l’ho ormai tutta aspirata
e nel vaso resta l’arido
di tutto ciò
che non ho mai desiderato.