Mi distendo
e guardo il mare,
l'ultimo respiro
della natura.
Soffocate maree
coprono le spiagge
e i giochi di fanciulli.
Mi distendo
miro a un gabbiano,
seguo il suo battito
d'incessanti ali.
Sei disteso anche tu
lungo l'orizzonte;
ti immagino specchiato
nel giorno che muore.
Nel rosso opaco
delle povere tue vesti
ho posto l'appoggio
di questo corpo
che aspetta;
aspetta il cibo acre,
aspetta l'aria arida,
aspetta la pioggia;
la pioggia
che scioglie il sudore
e disseta il respiro
di una bocca salata.
Sono distesa,
cerco la sabbia,
palpo il mio essere.
Sono distesa,
seguo l'essenza
delle curve del vuoto.