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Pubblicata il 18/05/2003
Mi distendo

e guardo il mare,

l'ultimo respiro

della natura.

Soffocate maree

coprono le spiagge

e i giochi di fanciulli.

Mi distendo

miro a un gabbiano,

seguo il suo battito

d'incessanti ali.

Sei disteso anche tu

lungo l'orizzonte;

ti immagino specchiato

nel giorno che muore.

Nel rosso opaco

delle povere tue vesti

ho posto l'appoggio

di questo corpo

che aspetta;

aspetta il cibo acre,

aspetta l'aria arida,

aspetta la pioggia;

la pioggia

che scioglie il sudore

e disseta il respiro

di una bocca salata.

Sono distesa,

cerco la sabbia,

palpo il mio essere.

Sono distesa,

seguo l'essenza

delle curve del vuoto.



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Jul

Benvenuta Beeb,
dimostri grande sensibilità
Saluti
Jul

il 18/05/2003 alle 14:55