Eccellente poesia, amica mia! Ti abbraccio, amica Nin; la tua sensibilità è come il Natale! Grazie!
La lucida e amara lettura della realtà, il tuo accorato appello ed il tuo gradito augurio sono il dono che ci fai con l'abbraccio delle tue sapienti parole. La tanto evocata bontà natalizia, da te è passata prima e, ben accolta, mi sa che non se n'era mai andata e resterà ancora in tua compagnia. Per me sei una festa che dura tutto l'anno. L'augurio che mi faccio è di prendere esempio. Quello che faccio a te è di essere ancora Ninetta. Un amichevole augurio. Pierantonio.
Auguri anche a te Ninetta con questa dolce poesia hai messo in evidenza la ''nebbia'' che avvolge i cuori di molti e impedisce loro di guardare oltre il proprio egoismo , di vedere la sofferenza che c'è nel mondo . Gesù però nasce per tutti, anche per gli ultimi . Commovente , dolce e molto bello e condivisa . Baci Eos
Mi è rimasto impresso , sentito da poco,il monologo di Roberto Benigni sulla figura di Pietro, che invita a riflettere sul significato più profondo del messaggio di Gesù, soprattutto in un tempo come il Natale, che richiama l’idea di nascita, fragilità e speranza. Al centro non c’è un eroe senza difetti, ma un uomo che sbaglia, ha paura e cade, proprio come accade a ogni essere umano. Dal punto di vista religioso, il monologo mostra un Dio che non sceglie i perfetti, ma chi è capace di amare nonostante le proprie debolezze. Gesù non chiede a Pietro forza o coerenza assoluta, ma una sola cosa: l’amore. Questo ribalta l’idea di un giudizio severo e propone una fede fondata sulla fiducia e sul perdono, temi profondamente legati al significato del Natale. In una lettura laica, lo stesso messaggio diventa una riflessione sull’uomo e sulla società contemporanea. In un mondo segnato da guerre, violenza e disuguaglianze, il rischio più grande non è solo il conflitto, ma la perdita di sensibilità verso la sofferenza altrui. L’amore, inteso come responsabilità e rispetto della dignità umana, rappresenta un argine contro l’indifferenza e la disumanizzazione. Il monologo insegna che il cambiamento non nasce da gesti clamorosi, ma dalla capacità di rimanere umani, di riconoscere l’altro come persona e non come nemico. In questo senso, il Natale non è solo una ricorrenza religiosa, ma un invito universale a ricominciare, scegliendo l’amore come fondamento della convivenza umana.La nascita di Gesù è l'emblema di una rivoluzione interiore, che cambia il modo di guardare l’altro: non come un nemico, non come un mezzo, ma come una persona. Questo messaggio colpisce ancora oggi anche al di là della fede: parla di dignità umana, di compassione, di responsabilità verso gli altri, di speranza nonostante le cadute. Grazie Sir Morris, Poe...sia,Eos ,per le belle parole d'amicizia che mi dedicate sempre.Ricambio con tanto affetto.Buon Natale!