quattro passi
allungare d’ombre
al calar della sera
pensieri folti
come chiome fluenti
le strade sgombre
amena atmosfera
di sogni dissolti
come nuvole assenti
rovello di voglie
al brillar desideri
calpestìo di foglie
come andati doveri
arredi urbani
compagni nel passo
seppur non umani
curiosan dal basso
osservo d’intorno
e vedo il silenzio
ne faccio contorno
e placido licenzio
sorrido a me stesso
nel vortice del senno
la mente ha concesso
al cuore un suo cenno
non oso ammaestrare
il cammino e le idee
m’attengo all’andare
di alterne maree
l’inceder leggero
connota il cammino
redento il pensiero
come fossi bambino
predìco a me stesso
che questa armonia
mi venga concessa
come fosse poesia
il tempo non corre
rimane mio amico
è ciò che mi occorre
e poi glielo dico
uno squasso improvviso
nell’aura è riscontro
un saluto deciso
propone un incontro
un sorriso di gioia
la stessa mia speme
quel tempo s’ingoia
e lo pensa un po' insieme.
il passo interrompe
gustosa escursione
ma approda il piacere
d’aver comunione
passeggio e pensieri
si son salutati
ci son desideri
or qui accomodati
la sosta consente
ed oltre consiglia
d’aver offerente
a goder meraviglia.
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