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Pubblicata il 29/11/2025
A proposito di vecchie "conoscenze"(Bontempelli,Buzzati),in settimana ho visionato sul microcomputer che un telefonino di terzultima generazione risulta essere,computer in casa non ne ho mai voluti,memore di un'esperienza avventurosa presso azienda trattante telecomunicazioni und antifurti(inseguimenti all'americana,quanti treni...)durata sette anni tondi tondi,che necessitava pero' dell'assistenza di un tecnico disponibile 24h su 24,per magagne inerenti a virus impallanti/pausa craxiana in settimana ho visionato un'immagine che mi ha spiazzato,piacevolmente.
ad un ricevimento hollywoodiano,a proposito di niente,in settimana,ha presenziato tra altri caratteristi,in mera funzione "pubblico"una vecchia gloria xla mia adolescenza cinematografica engage'.75 anni tondi tondi,le manine giunte a preghiera,i capelli lunghi della morte,come li lasciammo al matrimoniale in Poliziano mi pare,casta e pura!Ora,dico e sottoscrivo,amarci ci amammo,ma Dustin Hoffman,omm'e sabbia parve non farci caso,innamorato qual era della moglie,ma la mia piccola Eva nel labirinto a...Lignano Sabbiadoro,non aspirava che ad un corpo doppio,ad un venditore di palloncini,dato che nel 75 se la lavorava Raimondo dal Balzo...
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Il tuo scritto scorre come un film nella memoria: tecnologia, lavoro frenetico, inseguimenti e pause improvvise si mescolano a immagini di un passato dolce e nostalgico. Il telefono di terz’ultima generazione diventa un piccolo microcomputer che apre finestre su ricordi lontani, su volti e momenti che sembrano appartenere a un’altra vita. Poi, all’improvviso, emerge la vecchia gloria del cinema della tua adolescenza, elegante e calma, come una figura sospesa nel tempo. È il contrasto tra innocenza e realtà, tra sogni giovanili e vite adulte, che colpisce: non importa cosa facevano gli altri, ma come quei frammenti di vita ti hanno segnato, lasciando tracce indelebili.In fondo, leggendoti, si percepisce un senso di dolce malinconia: il passato riaffiora come un film in bianco e nero, che possiamo riguardare con tenerezza, senza bisogno di farci coinvolgere troppo dalla realtà dei protagonisti adulti. Un delicato gioco tra memoria, desiderio e fascinazione per ciò che fu, e per ciò che, in fondo, ci ha reso chi siamo. Molto vero.A presto.

il 30/11/2025 alle 11:18