PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
V.
Pubblicata il 18/11/2025
Notti rotte da impellenti risvegli:
pensieri neri, ciechi e stridenti
come pipistrelli.

un futuro di niente, senza colori;
aspetti il giorno per indossare il trucco,
far la messa in scena del solito copione.

hai percorso la vita, sei carta d' argento,
ma vivono le voglie e urlano dentro;
smania svergognata, desiderio d' Amare.

al Bar, ridi con gli amici e fai buon viso;
ma la febbre sale, qualcosa devi fare
per darti pace e reggere la parte.

cambio di scena, si entra in Suburra.

tristi vetrine e squallide,
di rosse lucine addobbate,
ammiccano come vecchie baldracche.

ti odi eppure ci rifai,
per spegnere la brama,
poi ripartire sapendo di tornare.

suoni, chiedi di Luna, Sofia, Maria,
oppure Giovanna;
poco importa chi sia.

... piccole stanze, muri a tre quarti
l’alcova apparecchiata di carta,
salviette da bebè, flaconi da dozzina...

amore? Amore qui non c’è,
c’è il lieto fine,
di mano o di bocca,
oppure il “sublime”: due vu.
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Mi hai un po' inquietato... se devo essere sincero mi hai trasmesso, bene come sai fare, un po' di squallore...

il 18/11/2025 alle 20:54
V.

Beh! Lo prendo come un complimento. L'ho scritta esattamente per questo: comunicare lo squallore, la solitudine e la tristezza, di chi rimasto solo e non più giovane, prigioniero di una società ipocrita che lo condanna all'astinenza, ma purtroppo deve fare i conti con le sue pulsioni e i suoi desideri ancora vivi.

il 19/11/2025 alle 01:01

È un complimentio. Sei bravo. Mi sono immedesimato troppo.

il 19/11/2025 alle 07:46

È come se leggendo una cosa commuovente dicessi mi hai fatto piangere. Scopo raggiunto , ottimo scritto.

il 19/11/2025 alle 12:55
V.

Grazie...Poe. Tutti qui, scriviamo per trasmettere e suscitare sentimenti. Quando ci riusciamo è bello.

il 19/11/2025 alle 16:13