Lucio,
io ti scrivo da quel buio dove si annega come
la barca di cui scrivi che viaggia attraverso il mare
da quelle notti in cui ero sul bivio della morte
dove potevo cadere ad ogni passo
io ti scrivo ora perché allora non potevo,
non avevo voce,
non avevo capito la forza della luna,
mi ero completamente persa ma grazie a te sono risorta dalle tenebre .
tu eri lì,
in una stanza assordante fatta di silenzio,
e la tua musica entrava come una carezza
dove nessuno riusciva più ad arrivare.
mi parlavi senza sapere il mio nome,
ma lo conoscevi più di chiunque altro.
mi prendevi per mano quando volevo solo morire
ho tentato di morire due volte,
lucio,
e due volte tu mi hai riportata indietro.
non gridando,
non come un ancora ma con la voce,
quando cantavi vita, Anna e marco , 4/3/1943, l`ultima luna e altre canzoni
tu mi hai parlato attraverso esse
tu mi hai insegnato che il buio è solo l`inizio della vita,
solo con l`oscurità vedi la luna
che dal dolore si risorge.
che un’anima ferita può ancora brillare nel cielo ,
anche fragile, sensibile ma si vive anche nel buio
per questo te lo dico adesso,
con tutta la voce che ho ritrovato grazie a te:
tu mi hai preso la mano e portato a vedere le stelle
non per miracolo,
ma per amore.
perché la tua musica non mi ha mai giudicata,
non mi ha mai ferita
non mi ha mai abbandonata
ma semplicemente è rimasta seduta con me nel buio più atroce.
se scrivo è grazie a te
ogni verso è un respiro quando non riuscivo a respirare.
se fossi ancora qui,
lucio,
ti darei le mie parole,
le mie poesie ,
la mia rinascita in questa vita.
ma vorrei dirti un ultima cosa :
io sono vivo grazie a te, alle tue parole .
e non smetterò mai di camminare e scrivere .
perché come te la scrittura ci terrà in vita per sempre.
tu per me non sei morto ma vivi in me, nel mio cuore, nelle mie parole