Grazie Sir, una dedica preziosa per me.La tua storia è straordinaria nella sua profondità e complessità, e questo paragrafo lo mostra con particolare intensità. Racconta non solo la genialità di Albrecht, ma soprattutto la dimensione umana della vicenda. Vedere il genio immortale ridotto a un ragazzo normale, con la possibilità di riscoprire la vita, è un atto di grande delicatezza narrativa. Lara, inizialmente assistente e custode scientifica, diventa la vera protagonista emotiva: guida, madre e custode della sua umanità. La sua dedizione trasforma la scienza in un atto d’amore, in cui la cura, la pazienza e la protezione valgono più di qualunque formula o algoritmo. Il ciclo dei backup e del “Reset” di Albrecht non è solo un espediente fantascientifico, ma una potente metafora della rinascita, della possibilità di scelta e della creazione di un sé autentico. La decisione di far riscoprire al ragazzo la vita normale, di permettergli di emozionarsi, meravigliarsi e imparare per la prima volta, culmina nel momento poetico in cui sceglie di suonare il violoncello. Qui il genio tecnico cede il passo alla bellezza, alla musica e all’esperienza umana: la vera eredità non è solo la conoscenza, ma la possibilità di vivere pienamente. Leggere questo paragrafo mi ha emozionato perché mostra che, al centro di ogni grande impresa, anche scientifica e logica, ci sono le relazioni umane, la cura e l’amore. Lara diventa madre non solo nel senso biologico, ma nel senso più alto: colei che protegge, guida e lascia che l’altro diventi chi deve essere. La storia celebra la libertà, la rinascita e il potere dell’umanità sopra ogni forma di genialità artificiale. È un messaggio che resta dentro, insieme alla meraviglia per l’ingegno narrativo e la sensibilità dell’autore.Forti abbracci per te Sir.
Commosso della tua partecipazione cosí intensa, ti inizio ad abbracciare prima ancora di esternarti la mia gratitudine, carissima Nin. Hai centrato in pieno tutti i meccanismi ad intreccio che si sono susseguiti. Sei davvero speciale. Tvb
''a che serve conoscere tutto il sapere del mondo se poi ti perdi l'anima'' , non è la frase biblica ma è una frase a cui voglio dare senso puramente umano , perché l'anima che è parte di ogni uomo è la luce che dà senso a tutte le conoscenze e a tutte le esperienze. Il gesto di Albrecht, di mettere tutto il suo sapere su un disco è una soluzione saggia e di affetto per le creature umane : il sapere è importante ma è importante anche la sensazione che dalle cose uno riceve. Cioè le sensazioni che ci vengono quando sperimentiamo per la prima volta, sulla propria pelle un avvenimento che può dare diverso colore o sapore o vibrazione a noi stessi . La musica in quanto arte per eccellenza è quella più vicina al molteplice che poi toccando la nostra anima è ricondotta all'uno della sensazione provata. ... Insomma voglio dire che è sì importante conoscere ma è importante farlo direttamente; quello che Albrecht concede a sé stesso . La libertà che nasce dalla possibilità di essere ciò che si sente di essere è un valore altissimo è se ''spolverando i bicchieri mi perdevo nell'osservare i vari colori della luce che generava ''era più importante per me della reazione che provocava la loro rottura'' . Albrecht crescerà, imparerà ma vivrà provando amore per le cose che impara e che vuole imparare , non perché la mente geniale artificiale trasferita su di lui ''gli imporrà'' di conoscere. L'eredità che ognuno e che anche Albrecht lascerà dopo di sé è quella di un uomo che ha vissuto, che ha amato vivere. Questo brano è conclusione del tuo Morristein , mi piace molto , penso che hai trovato la soluzione migliore e più equilibrata tra umano e scienza , importanti tutti e due ma sulle quali campeggia la libertà . Non vorrei dilungarmi troppo e fare un romanzo e ''costringerti'' a leggerlo , penso che si capisce quello che voglio dire , concludo con una frase che mi è sempre piaciuta molto : ''libertà vo cercando come sa chi per lei vita rifiuta'' quindi la libertà di scegliere è sacra ! Bravissimo Sir! Ti abbraccio Eos
Mentre rompevi i calici di tua mamma, hai osservato i vari colori della luce che generava, ed hai imparato più di quanto potessi immaginare, mia cara Eos! Potresti dilungarti quanto più possibile... io ti leggerei comunque, amica mia! Grazie molte per la tua disamina attenta quanto esaustiva! Ti abbraccerò sempre!
Noi non sapremo mai quali siano i saranno i confini tra le scoperte scientifiche ed il senso umano a cui siamo legati oggi. Fino a che punto il potere arriverà al fine di annientare l' individualismo. Io tuo é un romanzo,ma sono tanti i punti su cui fa riflettere. Pensa se l' uomo usasse questi poteri per creare eserciti , tutti con lo stesso intelletto? Gli scienziati creano e studiano perché é quello il loro nome intento ed obiettivo, ma l' uomo sa farne l' uso giusto?. Bravissimo e ti abbraccio. Un bacio.
Esattamente, amica San! Ho voluto evidenziare ció che tu supponi giustamente! Grazie sempre!Tvb