Pedala lenta tra strade silenziose, le ruote che sfregano sull’asfalto bagnato come un battito segreto.
il vento le accarezza i capelli e le punte delle dita, portando con sé l’odore di pane appena sfornato e l’asfalto caldo della città di giorno.
lampioni tremolanti disegnano scie d’oro sulla sua ombra allungata, che danza sui muri scrostati dei vicoli.
ogni finestra illuminata sembra un piccolo teatro: una donna piegata su un libro, un uomo stanco che stira camicie , bambini che ridono sommessi.
si ferma un attimo, appoggiata al manubrio, e guarda in alto:
il cielo è nascosto tra grattacieli e antenne, ma qualche stella riesce a farsi strada, riflessa nelle pozzanghere sotto di lei.
sorride tra sé e sé, perché la città di notte è viva:
ogni colore , ogni ombra, ogni rumore lontano sembra parlare direttamente a lei.
attraversa il ponte sul fiume, e sotto di lei l’acqua riflette le luci della città, come in un cielo capovolto.
per un attimo, tutto sembra sospeso: e lei capisce che la bellezza della notte non appartiene a nessuno, ma è lì, pronta a fiorire, per chi sa fermarsi e guardare .