È nato così il prototipo della pienezza. I complementi disgiunti, per quanto apprezzabili, erano parziali. Ora sono mirabilmente amalgamati in una entità esemplare. 5 calamai al tuo miglior racconto.
La mia vita è costruita, involontariamente, su coincidenze paradossali: finisco di scrivere codesto testo, e mi arriva una mail da parte di Netflix che mi invita a visionare e recensire il nuovo film: Frankenstein di Guillermo del Toro. Probabilmente ti è sembrato il migliore perchè è stao "concepito" all'età di 14 anni, e non è prolisso! Grazie tante, amico, Poe!
ti devo, sommessamente, confessare un segreto: non amo i racconti, in genere. se trovo autori più vicini a me per alcuni aspetti e senza tanti fronzoli, con storie umane che mi coinvolgono, posso anche essere portato a dichiarare una cosa migliore di un'altra (quindi non tanto per la migliore struttura o qualità, ma per gusto personale).
Ah, perchè tu dichiari anche o sostanzialmente in base alla struttura e alla qualità? Beh, io dichiaro soltanto in base al gusto personale: se quella data cosa non è vicina, ma lontana a me, non la considero neanche!
ho imparato ad avere un debole per l'aspetto umano di ogni cosa. una buona intenzione, la coerenza di un ateo, l'ingenuità che commuove, etc. mi portano a premiare o comunque a non punire, piuttosto a comprendere. questo non compromette la mia convinzione e tantomeno la mia lucidità. il mio gusto è chiaramente una lente privilegiata.
Ma infatti, io sono tutto questo! Ciò che va oltre, è fuori gioco!
il bello di tutto ciò è che prevalga la bellezza di condividere pensieri, emozioni, esperienze e soprattutto umanità. ciao, grazie.
aggiungo anche: mi capita spesso di vedere un pò tutto il panorama, con interesse e magari solidarietà e complicità. molto spesso con c'è proprio corrispondenza o riscontro e pensando di non piacere a prescindere (cosa che non ha alcuna priorità), comincio a pensare che anch'io posso permettermi di ignorare e selezionare . e forse non c'entra neppure con l'educazione ... ciao caro, a risentirci.
Questo racconto parla di un medico molto intelligente e appassionato di scienza, Elias Morristein, che non riesce ad accettare la morte del suo migliore amico, Stair. Così, compie un esperimento folle: prende il cervello di Stair e lo mette in un altro corpo. All’inizio sembra spaventoso, ma alla fine Stair ‘rinato’ diventa un uomo più calmo, gentile e buono, conservando però tutta la sua intelligenza e la sua sensibilità. La storia parla di amicizia, amore e delle conseguenze delle nostre scelte: mostra quanto la scienza e l’ambizione possano essere potenti, ma anche rischiose. Ci fa riflettere su cosa rende una persona davvero se stessa: il corpo o la mente, e su quanto l’amore possa cambiare quando impariamo a vedere la parte migliore degli altri.Sempre interessanti e ben scritte le tue opere Sir.Abbracci.
Carissima amica Nin, cerco sempre di scrivere qualcosa che piaccia anche a me nel rileggerla! Sono molto autocritico, e i tuoi commenti consolidano la mia contentezza! Sei meravigliosa!
Il racconto dal punto di vista letterario è stupendo, nella scorrevolezza e nella precisione dei dettagli. Comprendo i dubbi irrisolti del protagonista, certo le sue intenzioni erano sicuramente buone, ma una cristiana come me non potrebbe mai accettare una decisione simile. Non credo che Dio approverebbe. Ovviamente questa è la mia modesta opinione.
Accolgo con ammirazione entrambi i giudizi che non cozzano assolutamente! Giusto così! Grazie anche a te per la sincerità, ma sto per completare ed inserire l'ultima parte del romanzo! Da questo punto di vista, valuto e testo le persone, di conseguenza! I miei rispetti!