La poesia di Ninomario è cupa e introspettiva: dai “piani alti” filtra poca luce, e il poeta resta legato alla terra, malinconico e isolato. Nel film di Scola, invece, anche nei piani bassi la luce abbonda: la comunità resiste, si sostiene e trova vitalità nella vita concreta anche se difficile. Perfino il riferimento ironico a Belinda Carlisle e ai “satanisti insospettabili” degli anni ’80 mostra come luce e ombra possano essere percepite diversamente, sottolineando il contrasto tra apparenza e realtà.Questo brano è molto interessante...volendo si può dire molto.