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Pubblicata il 08/11/2025
Piuttosto cupa,la poesia di Ninomario,filtra poca luce dai piani alti...Nel film del 76 targato Scola di luce ce n'era parecchia ed il suo affresco dei piani bassi,ma non ancora seminterrati,ritraeva una comunita' di disperati ma dove ognuno dava il suo contributo per la sopravvivenza del corpo fisico.Nino,Giacinto mi pare,era un disadattato,nascondeva il ricavato dalla perdita di un occhio ai familiari,non faceva prestiti e all'occasione accoltellava la moglie o portava prostitute a casa;ma non si sarebbe adattato in un altro contesto,anche minimamente diverso.Heaven is a place on earth,bestemmiava pesante la Carlisle negli 80,satanisti insospettabili!
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La poesia di Ninomario è cupa e introspettiva: dai “piani alti” filtra poca luce, e il poeta resta legato alla terra, malinconico e isolato. Nel film di Scola, invece, anche nei piani bassi la luce abbonda: la comunità resiste, si sostiene e trova vitalità nella vita concreta anche se difficile. Perfino il riferimento ironico a Belinda Carlisle e ai “satanisti insospettabili” degli anni ’80 mostra come luce e ombra possano essere percepite diversamente, sottolineando il contrasto tra apparenza e realtà.Questo brano è molto interessante...volendo si può dire molto.

il 08/11/2025 alle 21:13