PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 07/11/2025
Sono un gatto

guardare di lato.
un tempo correvo.

correvo e non mi fermavo mai.Facevo, andavo, sentivo, sentivo ancora, facevo, andavo.Non avevo mai tempo per me.Se qualcuno mi avesse chiesto “ma il tempo, per te, che cos’è?”, non avrei saputo rispondere.Per me il tempo non esisteva.Esisteva solo quel correre, quell’andare, il tentativo continuo di fare tutte le cose che si presentavano nell’arco della giornata: lavorare, essere madre, esserci, cercare di farle al meglio, di non deludere nessuno.E non mi fermavo mai.Poi, un giorno, è arrivata una risposta.Non la stavo cercando, ma è arrivata lo stesso, come un’onda che si alza e ti travolge.Mi ha costretta a fermarmi.E lì, in quella pausa che non avevo scelto, ho pensato:“Ma perché ho corso così tanto? Perché non ho avuto neanche il tempo di pensare a me?”Ho capito che dovevo , per forza, fermarmi.Non per capriccio, ma per necessità.Perché quel pensiero sul tempo stava diventando reale, quasi materia davanti a me.Io che non credevo che il tempo esistesse, ho cominciato ad avere paura che potesse finire.E da lì ho iniziato a rallentare.Prima un po’, poi di più, fino quasi a fermarmi del tutto.Non lavoravo più.Pensavo a me.E all’inizio faceva paura.Paura del silenzio, paura del vuoto, paura di non sapere cosa fare con tutto quel tempo che finalmente avevo.Ma poi, piano piano, ho cominciato a sentire che c’era ancora tempo.Che non era finito.Che potevo tornare a valutarlo, non più come una corsa, ma come un compagno.Ho iniziato a guardare al domani, a chiedermi cosa mi soddisfaceva davvero.Non pensavo più al passato, quello era un terreno già percorso e il futuro mi sembrava ancora incerto, ma possibile.
e allora ho cominciato a pensare di lato.Non avanti, non indietro. Di lato.Come un gatto.Non so bene perché mi sia venuta quest’immagine.Forse perché il gatto non corre mai dietro al tempo.Osserva. Si muove quando vuole, come vuole.Guarda il mondo da un’angolazione diversa, con calma, con attenzione.Non si affanna, ma è sempre presente, pronto, vivo.E allora ho pensato che anch’io potevo imparare a pensare così: non in linea retta, ma di lato.Non spinta dal dovere, ma guidata dal sentire.Così ho ricominciato a vivere.Non più come una corsa, ma come un respiro.Il tempo non mi insegue più, né io inseguo lui.Ci accompagniamo, a passi lenti, con lo sguardo di chi sa , finalmente, che ogni cosa accade solo quando deve.E se ogni tanto torno a correre, lo faccio solo per il piacere di farlo.Poi mi fermo, mi stendo al sole, e guardo di lato, proprio come il gatto.Perché da lì, da quella prospettiva obliqua e silenziosa,la vita si vede meglio...mi raccomando guardate di lato...sempre.
  • Attualmente 4.2/5 meriti.
4,2/5 meriti (5 voti)

CAPOLAVORO ASSOLUTO! Compagna di viaggio esemplare quanto intelligente! F.to Il Gatto

il 07/11/2025 alle 08:04

quanto mi sento di condividere, carissima Ninetta! oltre al piacere di leggere, quello di accompagnare il tempo giorno per giorno. ti auguro serenità, sempre.

il 07/11/2025 alle 16:15

Caro Sir...era uno scritto che tenevo in un cassetto, poi ho letto qualcosa di Italo Calvino e ho pensato alla mia riflessione.Camminare di lato, come fanno i gatti, sembra un gesto piccolo e discreto, eppure custodisce un’intera filosofia. In molte opere di Italo Calvino, la vita interiore dei personaggi si muove in questa direzione: non segue il tempo lineare, non corre verso un futuro già scritto, non si aggrappa al passato. Si sposta delicatamente, osservando, sfiorando dettagli che agli occhi ordinari sfuggono, cogliendo mondi nascosti nella piega di un gesto, nel tremito di un suono, nella luce di un paesaggio.Grazie Sir.Un abbraccio.

il 07/11/2025 alle 18:24

Caro Poe, grazie per la condivisione...Penso che siamo in tanti a pensarlo. AnchePessoa, nei suoi scritti, invita a sospendere la corsa del tempo lineare e a osservare l’istante con intensità. Chi sa muoversi di lato impara così a restare presente e a trasformare l’ordinario in meraviglia.Abbracci sempre.

il 07/11/2025 alle 18:42

Mia cara Ninetta , ho letto con vero interesse la tua bella poesia e da quando l'ho letta continuo a chiedermi se penso di lato o guardo di lato. Non saprei rispondere ripensando alle tue parole penso che quando andavi sempre di fretta , anteponendone tutto a te , la professione di medico , il ''mestiere'' di madre , non so se per senso del dovere, sentendo comunque un sacrificare te stessa a quello che facevi . Avendo letto molto di te penso che sia la madre, sia il medico lo hai fatto con passione e non per dovere. Ora hai imparato a rallentare osservando il pensiero laterale del gatto riuscendo così a cogliere aspetti della realtà che di corsa non avevi modo di cogliere. Non saprei dire se sia cambiato qualcosa però tutto si giudica in base al proprio modo di vedere e se tu ora riesci a cogliere aspetti della realtà nuovi e con più calma credo che sia riferito al ''tutto accade quando deve accadere'', riferendomi a ciò che dici nel testo . Un gatto ha un modo suo di vivere ma è un animale, è istintivo , come tutti gli animali ; diverso è per gli esseri umani . Io credo che la tua capacità di cogliere aspetti del reale che prima non avevi e sentire il tempo come amico e di accompagnarvi con calma non so se sia dovuto al tuo modo di vedere di lato come un gatto ,ma dovuto alla tua maturazione ...Cioè voglio dire certe caratteristiche non nascono nuove in te , diciamo che una certa sensibilità e una certa predisposizione a cogliere reale in modo personale , in base alla tua interiorità e sensibilità , c'è sempre stato. Certo ora hai più tempo per soffermarti sulle cose , hai più tempo da dedicare a te stessa e hai sviluppato un modo sereno di guardare al futuro e alla vita in genere .In tutto questo Ninetta non so se conti il tuo diverso rapportarti a tutto, in fondo tu amavi i tuoi pazienti, amavi il tuo lavoro, amavi i tuoi figli e dedicarti a loro e in questo mostravi amore anche per te stessa , era praticamente quello che dentro di te amavi fare ...Non so spiegarmi diversamente ma penso che sei stata , sei e sarai quello che sei , l'unico modo che hai e che possiedi di sentire il reale ,che poi è più profondo più sensibile forse è dovuto alla maturazione dentro di tedi tutto ciò che sei stata e sei .Cara Ninetta penso che sei una persona speciale al di là di ogni modo di guardare laterale o verticale che sia. Baci Eos

il 08/11/2025 alle 21:02

Carissima Eos,le tue parole mi hanno toccata profondamente. Leggerle è stato come osservare il mio riflesso in uno specchio gentile, capace di cogliere sfumature di me che spesso nemmeno io vedo. Mi sorprende la delicatezza con cui sei riuscita a leggere il mio racconto, non solo come un gioco di metafore o un’esperienza di gatto, ma come un piccolo frammento della mia vita, della mia storia, della mia crescita. Hai colto qualcosa di molto vero: il mio modo di vedere, di osservare, di sentire il mondo non è nato all’improvviso. C’è sempre stata in me una sensibilità particolare, un desiderio di cogliere il reale nella sua profondità. Forse un tempo correvo troppo per riuscire a fermarmi e osservare davvero; forse ero troppo presa dai doveri, dalle responsabilità, dal senso del tempo lineare che ci spinge avanti senza sosta. Eppure, anche allora, dentro di me, c’era già la capacità di vedere “di lato”, di percepire piccoli dettagli che sfuggono agli altri, di sentire il tempo come qualcosa che può essere più lento, più verticale. Il mio racconto del gatto, della sua calma e del suo modo di vivere il presente, non è che un simbolo di questa ricerca: imparare a rallentare, a dare spazio a me stessa, a sentire la vita con più attenzione, più curiosità, più delicatezza. Tu hai colto perfettamente che non si tratta di diventare qualcun altro o di cambiare radicalmente, ma di riconoscere, finalmente, ciò che già è dentro di me e permettere a quel “modo speciale di percepire” di manifestarsi pienamente. Le tue riflessioni sul tempo, sul mio modo di osservare, e sul rapporto tra amore per il lavoro, per la famiglia e per me stessa, mi hanno fatto sentire compresa in una profondità rara. È vero: amo il mio lavoro amo i miei figli, amo ciò che faccio, ma ciò che amo di più, forse inconsciamente, è anche la possibilità di sentire, di vivere, di percepire ogni piccolo frammento della realtà con attenzione e rispetto. E sapere che tu l’hai percepito e riconosciuto nelle mie parole mi ha commossa.Grazie Eos, mi sarebbe piaciuto averti come vicina di casa...tra un pò mi avresti aiutato a sistemare la presa per l'albero di Natale...baci afettuosi. Grazie per aver visto in me non solo ciò che faccio, ma ciò che sono, al di là dei modi di guardare o dei simboli che uso per raccontarmi. Grazie per avermi ricordato che tutto ciò che sono – il mio modo di vivere, la mia sensibilità, la mia capacità di osservare – è prezioso e autentico, e che posso continuare a coltivarlo con fiducia e amore per me stessa.

il 08/11/2025 alle 21:56

Questa la farò leggere a mia moglie. Perché anche lei ha rallentato e ora guarda "di lato". Lo ha capito da un po' di tempo a questa parte e fa bene. Non è facile perché oggi la vita tende a trascinarci nella corrente impedendoci di guardare a destra e a sinistra, ma solo davanti. Comunque lei ha, come te, un modo speciale di percepire e finalmente si è tolta i paraocchi. Il suo nome è Serenella ma oggi come oggi è davvero più serena... ho una moglie nuova, migliore. Auguri anche a te.

il 12/08/2026 alle 12:45

Che belle parole,Fabio, grazie davvero. Mi ha colpito soprattutto quello che hai scritto su Serenella: riuscire a rallentare, togliersi i paraocchi e tornare a guardare anche di lato è una conquista tutt’altro che scontata. Forse è proprio questo il senso del brano: non perdere la vita per la fretta di attraversarla, ma fermarsi ogni tanto a vedere ciò che ci sta accanto. E sapere che questo messaggio l'avevate già messo in pratica anche voi, fino a diventare qualcosa di concreto nella vostra vita, mi fa davvero piacere. Un abbraccio a entrambi, e grazie ancora per questo bellissimo pensiero.

il 14/08/2026 alle 01:37