Le ali del ricordo
c’è un tempo dell’anno in cui il vento porta con sé le voci del passato.È il tempo in cui ricordiamo chi abbiamo amato , persone e animali che hanno camminato accanto a noi, donandoci un amore puro e senza parole. Io ho avuto un cane , Iuro (che vuol dire nero, infatti aveva il pelo nero lucidissimo) che mi ha accompagnato per diciassette anni.Era il mio amico, la mia ombra, la mia dolce pazienza. Mi ha insegnato che l’amore vero è silenzioso, fedele, costante come il respiro. Quando se n’è andato, ho sentito un vuoto profondo, ma anche la certezza che un legame come il nostro non si spezza: si trasforma. Poi è arrivato un piccolo diamantino. Era fragile, appena nato, e la madre non lo nutriva. Ogni giorno cercavo di aiutarlo, ma lui rifiutava il cibo e piangeva piano, come se chiamasse un mondo che non riusciva a trattenere. Quando è morto, il suo piccolo corpo ha lasciato un grande dolore, ma anche una tenerezza infinita, quella che solo le vite brevi sanno lasciare. Una notte li ho sognati entrambi. Nel sogno, iuro mi è apparso circondato da una luce dorata. Mi ha detto che era stato bene con me, che il nostro amore lo aveva reso libero. "Mi sono reincarnato in un’aquila,” mi disse. “Ora vivo tra le montagne del Gennargentu, dove il vento corre libero come un canto antico. Da lassù vedo i pascoli dei pastori, le rocce scolpite dal tempo e dal vento, i nuraghi antichi che si affacciano sulle valli, e il profumo intenso del mirto, del timo e dell’erica che cresce tra le pietre. Il mio nido è tra le cime dove la nebbia sfiora le stelle e il silenzio parla la lingua del cielo.” "Da quassù,” continuò, “vedo gli uomini piccoli ma luminosi. Li guardo con affetto, con compassione. Spesso corrono, si affannano, dimenticano di alzare lo sguardo. Io invece ho imparato a essere parte del vento, a vivere senza catene. Quando il sole tocca le mie piume e il mare lontano brilla oltre le montagne, penso a te , e il mio cuore d’aquila si riempie di pace.”Poi gli chiesi del piccolo diamantino. L’aquila aprì le ali, e il vento del Gennargentu soffiò come una risposta:“Lui è diventato un cigno bianco. Vive in un laghetto tranquillo, dove l’acqua riflette il cielo come uno specchio. Scivola sull’acqua con la grazia che in vita non ha potuto conoscere. Quando vedrai un cigno posarsi, e il suo riflesso brillare alla luce del sole, sappi che è lui che ti pensa ancora.” Da quel sogno ho capito che nulla va perduto. L’amore cambia forma, si fa piuma, respiro, vento.E ogni volta che guardo le cime del Gennargentu, tra le nebbie mattutine e il profumo di mirto selvatico, e vedo un’aquila disegnare cerchi nel cielo, so che il mio amico è lì, libero, e che la sua libertà è anche la mia.
Si dice
Si dice che, nelle notti limpide del Gennargentu
un’aquila volteggi tra le stelle
e che il suo grido porti con sé il nome di chi ha amato.
Chi ascolta con il cuore
può sentire nel vento la voce dei propri affetti
e in quel volo alto e libero
ritrovare la certezza
che l’amore non muore mai
cambia solo cielo.
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