Lenti e rituali,
veloci, ipertesi,
in un moto indipendente
dai ritmi spesso incompresi,i giorni
passano.
Pranzi luculliani
inenarrabili libagioni
oh, quelle estati al mare
al ritmo della macarena,
i lunghi inverni davanti al fuoco,
come in un gioco,
passano.
Accesi e tempestosi
fin dentro l'anima ormai arresa,
percorsi ineguali
di intersecazioni perse,gli amori
passano.
Gonne spaccate e corte
lunghe, slanciate dalla vita bassa
a tubo, sfrangiate, a tese
cadono come le foglie morte, le mode
passano.
Rimangono con te
le poche cose vere,
quella carezza a un cucciolo
quel cedere di un passo,
quel fiore nel carniere,
rimane il tuo pensiero
ma non ci sei più tu.
Manco ti sei accorto
che sei passato ai più.