Certo è (un accenno te lo avevo propinato all’inizio dei tuoi eruditi, ma quanto mai ostici testi, nel senso che già la lettura affanna, in assenza di talune “dimestichezze”, e figuriamoci , quindi, chi ne difetta, quale sforzo necessita una pur larvata ricerca di senso o di una significante significazione, ove la “cosa” si mescola all’apparente non-senso, in un connubio ambiguo e surreale, amalgamati con ironia, di spunti, o sputi, se vuoi, erotici e anche dispute sociali) , che ti crogioli in questo tuo post-modernismo, esasperato e visionario. ECCO: smitizzi il “convenzionalismo morale”, origine delle ipocrisie sociali in chiave sessuale, in nome dell’amore libero, affatto considerato dallo psicoterapeuta della signora Scalfaro. E, da qui, torno al “buon seno”, che, provocatoriamente, indichi per aprire la speculazione, in senso filosofico, ovviamente, sui processi giudicanti retti da falso moralismo o pseudo tale, inibitori delle libertà individuali, etcetera, etcetera! Epperò, scusa, una qualche falla di accessibilità potresti pure aprirla, o no?
Joele,grazie a priori per l'attenzione critica riservata ad alcune mie composizioni,certo preferisco arrecar piacere che confusione mentale al lettore,scrittore a sua volta,ma devi sapere che per me,per la pulsione espressiva,e' tassativo partire da un precedente.Lettere d'amore in forma poetica,con pretese,se il poeta d'occasione capisse di cosa e a chi sto parlando,sarebbe mio figlio!Staro' piu'attento alle tematiche generali...ma non troppo a Beatrice Portinari!