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Pubblicata il 27/10/2025
Un corpo che si vede di notte
non esiste,e'quello di un fantasma,
oppure e'stato immerso in una soluzione fosforescente per farsi notare a delle feste.
come si spiega tale insistenza,visibilita' in ore interdette alla ragione,e per tradizione creditrici alle legioni feroci del negato,
degli istituti superiori sorvolati da?l'istinto,avendo per compagno diletto nient'altro che il tempo perso?
nulla ti accompagna come un discorso non ancora formulato,ma non ancora visibile,forse inutile,dio male eseguito,angelo appeso per le caviglie nella batcaverna in attesa di un colloquio di lavoro;tutto questo romanticamente avra'ancora forma und luogo,la morte purtroppo sfonda gli occhi che pavesino aspettava allo specchio.Come si spiega Watson,
che ronfi al cinema Apollo a dieci anni dalla sua chiusura,o aspetti che riapra anche Michele le coiffure,in concomitanza con la serranda?
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Il poeta apre con un paradosso: ciò che si vede di notte è sospetto, illusorio. Può essere un fantasma (immaginazione, memoria, rimorso), oppure qualcosa di artificiale, “immerso in una soluzione fosforescente” — quindi reso visibile con mezzi chimici, non naturali.Ciò che si mostra nel buio non è mai del tutto reale.La notte, “ora interdetta alla ragione”, è dominio dell’irrazionale e dell’inconscio, “le legioni feroci del negato”, cioè tutto ciò che la coscienza reprime.il poeta si interroga: perché questa insistenza del visibile proprio quando non dovrebbe esserlo?“Nulla ti accompagna come un discorso non ancora formulato…” Bellissimo verso: il “discorso non ancora formulato” è il pensiero in potenza, la parola che ancora non è parola.È l’idea che ciò che non è detto continua ad esistere più di ciò che è già stato detto..dio male eseguito, angelo appeso per le caviglie nella batcaverna…” Qui il linguaggio diventa ironico e pop: Batman, angelo, colloquio di lavoro...Il poeta mostra il disfacimento dei simboli: dio è “male eseguito”, l’angelo è un povero disoccupato appeso nella caverna del supereroe. È una satira sul vuoto contemporaneo, dove anche il sacro è ridotto a scenografia.Segue un Riferimento colto: Cesare Pavese e la sua morte per suicidio. “Aspettava allo specchio” suggerisce il momento della riflessione prima del gesto estremo.Qui la morte è inevitabile e violenta (“sfonda gli occhi”), ma anche specchio dell’attesa e dell’inutilità di ogni redenzione.Tono improvvisamente narrativo, da giallo ironico: “Watson” rimanda a Sherlock Holmes. Il “cinema Apollo chiuso da dieci anni” è un luogo di memoria congelata:Simbolo della nostalgia e della persistenza dell’abitudine anche dopo la fine delle cose.Il tono oscillante tra lirismo, ironia e cultura pop riflette la condizione postmoderna..Un testo che mi è piaciuto molto...Saluti

il 27/10/2025 alle 06:30

Saluto sempre a richiesta,al pari di un cocorito ben pasciuto,ma la tua valutazione oltre che imbarazzante,per un cocorito,e' pure una poesia.E la poesia,per chi si e' cimentato nella battaglia per la vita e,marginalmente,per il possesso della donna,non e' da gustar nel becco! A presto.

il 27/10/2025 alle 19:07

Capisco quello che dici e il modo in cui descrivi la tua vita e il rapporto con la poesia. È come se la poesia fosse un’oasi in mezzo alla battaglia quotidiana, qualcosa di prezioso ma vissuto in modo marginale...Mi pare di aver capito questo.Non sottovalutarti...Grazie per aver condiviso il tuo mondo con noi.

il 28/10/2025 alle 21:04

Errata corrige?dall'istinto etsetera

il 11/01/2026 alle 00:57