Il poeta sembra giocare con i piani di realtà, desiderio e immaginazione: cita un personaggio reale (Fialdini), si alterna tra ironia, intimità e fantascienza, riflette sul possesso immaginario, sulla creazione mentale e sull’illusione mediatica. È una meditazione semi-seria sulla distanza tra immaginario e realtà, tra ciò che possiamo “possedere” nella mente e ciò che ci sfugge nella vita.Molto interessante e vera questa riflessione...Saluti.
Ninetta,e'la seconda volta che corrispondo con te,ad eccezione delle poesie che ti coinvolgono in funzione recitativa,sempre benevola,anche quando si dipinge il diavolo,ma temo che la risposta per il precedente post non ti sia arrivata,non per inadempienza ma per pura incompetenza tecnica!Grazie per la nota,non trascuro mai le tue composizioni ma non sono(avrai dedotto)cosi' dialogico,di natura! Se non son matti non li volemo...