Terra di anziani sterili e senza eredi, con natiche avvizzite incollate alle sedie del potere, che fanno quel che gli aggrada, riparati dal disinteresse e dall’ incuria della gente.
i giovani son pochi e han poco fiato, nessuno li ascolta e nessuno fa niente; tranne mamma, papà e i nonni di rincalzo. Chi ne ha, se ne va; il resto rimane, insultato, precario e intruppato.
una nazione fallita, che non ha bisogno di eroi, ma di imbonitori con la faccia tosta e imbiancata, e un mucchio di panni sporchi nella cesta di casa.
un popolo di monadi delimitate dalla famiglia e dagli amici; individualisti, privi di senso nazionale, prontissimi a farsi sovranisti. Più opportunisti che sapienti, furbi che non sanno, pronti a seguire qualunque pifferaio gli canti la canzone da pochi soldi che vogliono sentire, a ranghi compatti verso la rovina.
un grande passato dietro le spalle, un presente sommerso nella palude del chi debba far che cosa. Il tempo passa e non c’è futuro, ma che ci cale?
paese di telefonini, Social, Reality Show e tavole rotonde come mense apparecchiate per bulimici del niente, per tatuati e palestrati e belle culo e tette, con labbra e nasi finti, che servono liquami mixati con il miele, serviti caldi e freddi con piatti di panzane a tutte le ore, e in tutte le stagioni, al suono delle grida di esperti da operetta.
ex patria del diritto, sfregiata da corrotti e opportunisti, da miopi burocrati dementi e compulsivi, guardiani che applicano la legge per come è stata scritta e non per il suo fine, ovvero la giustizia.
son più i morti che i nati, ma non importa, ben presto, dieci anni ancora, e saremo terra d’Oriente e d’Africa, in mani giovani e forti che diverranno col tempo più capaci, e dopo la conquista saranno conquistati da quel che nel passato abbiamo saputo fare, come nessuno mai su questa terra.