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Pubblicata il 24/10/2025
##Il massacro della Columbine High School  aprile1999 ##

il sole filtra tra le persiane,
un filo d’oro che taglia la polvere nell’aria.
È solo un altro giorno di scuola,
un altro corridoio che sa di carta e speranze.
ridiamo piano,
mentre il professore scrive formule che nessuno ascolta.
la vita sembra piccola, ma piena.

poi — un rumore.
secco, estraneo.
non lo riconosco,
ma il mio corpo sì.
si piega, si nasconde,
come se la paura sapesse già dove abitare.

un secondo rumore,
più vicino.
un odore di fumo,
il battito che rimbalza nei timpani come un tamburo rotto.
urla, passi, vetri.
un mondo che si spezza in una manciata di secondi.

mi nascondo dietro un banco,
le ginocchia strette al petto,
e penso a mia madre.
alla colazione lasciata sul tavolo,
al messaggio non inviato.
alla normalità che adesso sembra un miracolo.

c’è un ragazzo disteso a pochi metri,
il suo zaino aperto come una ferita.
vorrei aiutarlo,
ma la paura ha radici profonde —
mi tiene ferma, inchiodata al pavimento.

le voci si spengono una a una.
il tempo smette di contare.
nel silenzio che segue,
sento solo il mio respiro,
debole, tremante,
come se anche lui volesse scappare.

il freddo arriva piano,
dalle mani, al cuore.
non penso alla morte.
penso a quello che resterà.
forse qualcuno troverà il mio nome scritto sul banco,
forse leggerà il mio quaderno
e capirà che volevo vivere.
solo questo.

e allora chiudo gli occhi,
non per paura,
ma per tenere stretto
l’ultimo istante in cui il mondo era ancora intero.
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