PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 23/10/2025
sospeso tra cielo e asfalto,
cammino su vene di luce,
le strade pulsano —
arterie di un dio dimenticato.

ogni palazzo è un frammento d’universo,
ogni finestra una galassia che lampeggia.
e io — un atomo errante,
un pensiero che cade dai neon.

la città parla in codici segreti,
nei ronzii dei treni sotterranei,
nei cartelloni che brillano come profezie:
“Tu sei qui.”
ma dove, esattamente?

forse sono la somma
dei silenzi che non dico,
forse il riflesso di una stella
che ha scelto di abitare la carne.

l’immenso non è fuori,
è questo battito che risponde ai lampioni,
questa sete che mi tiene vivo
quando il mondo corre e non guarda.

chi sono io?
un respiro dell’universo,
intrappolato in una giacca di pelle,
che cerca ancora di capire
come si fa ad essere infinito
senza smettere d’essere umano.
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Ottima lettura della realtà che ci circonda, con occhi disincantati. Ciao.

il 23/10/2025 alle 10:18

Come si fa ad essere infinito senza smettere d’essere umano. Pura poesia.

il 23/10/2025 alle 11:53

hai scoperto l'universo nelle cose che vedi e che vivi e giustamente ti poni di fronte a "quell'oltre" che consideri come discontinuità ed invece è percepito come contiguo, come un appendice. molto bella, come sempre.

il 23/10/2025 alle 16:51