Bella esperienza. Beh, il vostro ruolo è molto importante anche dal punto di vista umano e le vostre parole sono già medicina. Ecco che le tue parole sono sempre dolci e gradite anche a noi di PH. grazie. Bel racconto.
Molto bella questa tua esperienza, amica Nin! Un uomo vero e sano, con ancora tanta voglia di condividere le sue giornate! Hai dato il miglior consiglio possibile; sei stata davvero preziosa! Ti auguro una serena serata!
Ti ringrazio per le parole. In effetti, quell’uomo portava con sé una gran voglia di vita, di compagnia, e forse anche un pizzico di illusione. Io ho cercato di esserci per quello che potevo, con rispetto. A volte anche solo ascoltare e accogliere una richiesta “strana” è già qualcosa. Mi fa piacere che tu abbia colto questo aspetto, perché non è sempre facile bilanciare il lato umano con quello professionale. Grazie davvero Poe.
In questo caso, ho cercato di rispondere con rispetto e onestà, senza alimentare false speranze. Non sempre possiamo "guarire" tutto, soprattutto quando il bisogno è più umano che clinico. A volte, il miglior consiglio che possiamo dare è quello di aiutare una persona a riattivarsi nella vita, a cercare relazioni, anche fuori dallo studio medico. Non è sempre facile trovare il confine tra il dovere professionale e il coinvolgimento personale, ma ci si prova, ogni giorno .Grazie Sir.Buona serata!.
Che tenerezza e che tristezza . Peccato che la vita a volte è così cattiva , era un uomo avanti con gli anni, dolcissima e mostra proprio quanto sia vero il fatto che quando si invecchia si torna indietro con gli anni nel senso questo signore è quasi un adolescente nel senso che nel periodo più delicato della vita sente un grande bisogno di vicinanza , condivisione , tenerezza e si comporta cercando una compagna con la quale dividere l'inverno della vita , perché il ''freddo'' dell'inverno sia meno ''freddo''. L'età avanzata secondo me è il tempo dei ricordi ma se non c'è nessuno con cui ''condividere'' anche i ricordi diventano più sfumati . Chissà se poi trovò una compagna adatta ... Certo che la tua vita è stata piena di incontri con persone particolari che ti hanno lasciato dentro una grande ricchezza di umanità ,anche perché sei stata sempre una persona ricettiva e delicata , capace di accogliere e provare affetto e darne . Baci Eos
In tanti anni di vita professionale ho veramente tanto da raccontare... storie di vita vere, autentiche...temi che sono anche storie universali...Come nel caso del pastore... Sono persone che hanno vissuto una vita piena, spesso segnata da amore, famiglia, lavoro, relazioni, ma che ora si ritrovano sole, senza più il compagno o la compagna di una vita. Sono ancora lucide, spesso in buona salute, e sentono che dentro di loro esiste ancora una forza vitale, un desiderio di vicinanza, di intimità, di scambio umano. Non cercano solo qualcuno con cui parlare, ma qualcuno con cui sentirsi visti, riconosciuti, toccati nel profondo. Vivono una solitudine che non è solo fisica, ma esistenziale: non c’è più nessuno che li aspetta, che li chiama per nome con affetto, che condivide con loro la cena, un film, un pensiero della giornata. La loro sofferenza è fatta di silenzi lunghi, di sere che sembrano pesanti, di una malinconia che si insinua piano, ogni giorno un po’ di più. Hanno molto da dare, ma si sentono invisibili, come se la società avesse messo un punto alla loro vita affettiva. E invece vorrebbero ancora sentire il cuore che batte per qualcuno, ritrovare il senso del quotidiano attraverso la presenza di un altro essere umano. Hanno bisogno di relazioni vere, non solo di passatempi. E spesso non lo dicono apertamente, ma lo mostrano con piccoli gesti, come il portare un dono, restare un po’ di più in sala d’attesa, cercare uno sguardo, un ascolto. Queste persone non chiedono pietà né assistenza, chiedono solo di non essere lasciate ai margini della vita emotiva e relazionale, perché dentro di loro c’è ancora un mondo che aspetta di essere condiviso.No, eos, non trovò mai una compagna ...morì circa a novant'anni e, fino alla fine dei suoi giorni, lo videro tutte le mattine incamminarsi verso il suo podere. Baci.
Ninetta il Dottore di ieri ,racconto tenero e amaro ma bellissimo,lo sai che il mio dottore di quando ero piccolo per ricordarlo e' stata messa una lapide in sua dedica era un grande dottore mi chiamava pallloncino per la mia faccia rotonda (da piccolo) .Un Saluto dimenticavo lui al paese faceva visita pure alle persone sane con problemi da te magnificamente espressi.
Anch'io appartengo a quella categoria, medici di un tempo...Grazie Giancarlo per il tuo bel commento.