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Pubblicata il 27/09/2025
Elena lasciò che le dita sfiorassero la terracotta, senza stringerla. Il contatto bastò a innescare qualcosa: un tremito impercettibile percorse l’aria tra loro, come se il tempo stesso avesse trattenuto il fiato.
«Senti anche tu?» chiese, con un filo di voce.
David annuì lentamente. Non poteva negarlo: quel frammento aveva vegliato per secoli nelle sue mani, eppure ora sembrava rispondere a una presenza nuova. La giovane, in qualche modo, lo risvegliava.
Un lampo di memoria attraversò la mente di David. Vide Allan, anni prima, chinato sullo stesso oggetto. Ricordò il suo sguardo assorto, quasi febbrile, e la frase pronunciata sottovoce: Non è un reperto, è un testimone.
«Cosa ti ha detto Allan di me?» domandò, con una cautela che non gli apparteneva da secoli.
Elena abbassò gli occhi, come se cercasse la risposta tra i riflessi tremolanti dell’acqua. «Che eri… custode di storie. Non l’ho mai capito del tutto. Credevo parlasse in metafore, sai? Lui aveva sempre quella vena poetica. Ma ora…» lo guardò di nuovo, e nel suo sguardo non c’era esitazione, «ora penso che dicesse la verità.»
Il vento soffiò più forte, scompigliandole i capelli e portando con sé il suono lontano delle campane. David rimase in silenzio, combattuto. Mostrarsi significava tradire il patto di solitudine che aveva mantenuto per secoli. Eppure, di fronte a quella giovane, non sentiva la minaccia: solo la possibilità che il peso non fosse più solo suo.
«Elena,» disse infine, «se scegli di restare, vedrai cose che non hanno posto nel tempo degli uomini.»
«Non mi spaventa,» rispose lei, quasi con un sorriso. «Forse è ciò che stavo cercando senza saperlo.»
Il frammento di terracotta pulsò di nuovo, un bagliore appena percettibile sotto la luce dei lampioni. David lo richiuse nel palmo, ma non prima di aver colto lo stupore negli occhi di lei.
Il fiume continuava a scorrere sotto il ponte, indifferente, come se già sapesse che nuove storie stavano per attraversarlo.
David abbassò lo sguardo, poi tornò a fissare Elena.
«Allora cominceremo da qui,» disse. «Dal punto in cui il ricordo diventa eredità.»
E per la prima volta dopo secoli, mosse un passo non per fuggire dal passato, ma per consegnarlo.
La notte sembrava avvolgerli più densa man mano che si allontanavano dal ponte. David camminava con passo regolare,
Elena lo seguiva, incapace di distogliere lo sguardo dal frammento che ora brillava appena, come se fosse percorso da vene di luce invisibili ai più.
«Non è solo terracotta, vero?» domandò lei.
David esitò prima di rispondere. «Ogni oggetto porta con sé la traccia di chi l’ha creato. Ma alcuni… alcuni trattengono più del gesto umano. Raccolgono il tempo stesso. Questo frammento apparteneva a un vaso custodito in un tempio scomparso da secoli. Io ero lì, quando crollò.»
Elena lo fissò, incredula. «Vuoi dire che l’hai visto davvero? Che eri presente?»
David non rispose subito. Nel suo sguardo si accese un’ombra di malinconia. «Ho visto molti crolli. Città, imperi, amori… e ogni volta, un frammento rimane. Ma questo è diverso: non conserva solo memoria. Conserva voce.»
Elena rabbrividì, e non solo per il vento. «Voce?»
David si fermò, posando il frammento sul muretto umido di una stradina laterale. Lo toccò con due dita, e nell’aria vibrò un suono quasi impercettibile: non parola, ma eco. Come il respiro di qualcuno che non voleva essere dimenticato.
«Allan l’aveva intuito,» disse David. «Non era un archeologo comune. In mezzo a mille reperti, sapeva riconoscere quelli che non erano semplici oggetti. Questo frammento… è un testimone. Porta con sé la storia di chi lo ha sfiorato. E non tutti possono sentirla.»
Elena chinò il capo. «E io? Perché lo sento?»
«Forse perché il sangue ti lega a lui,» rispose David. «O forse perché il frammento ha scelto te.»
Un silenzio teso calò tra loro, spezzato solo dal rumore di una finestra che sbatteva più in là. Poi Elena prese un respiro profondo. «Nel diario Allan scriveva di una città sepolta, un luogo che nessuna mappa mostra più. Diceva che lì c’è qualcosa che deve restare nascosto finché qualcuno degno non lo reclama.»
David serrò le labbra. Le campane lontane tacquero di colpo, come se la città stessa avesse ascoltato quelle parole.
«Allora,» disse, con voce grave, «è tempo che tu lo sappia. Non è solo una città. È un varco. E ciò che è rimasto sepolto aspetta di essere richiamato.»
Il frammento pulsò di nuovo, più forte, e per un istante i lampioni tremolarono, come scossi da un vento che non esisteva.
Elena fece un passo indietro, ma i suoi occhi non tradivano paura: c’era stupore, e un filo di attesa.
David raccolse il frammento, stringendolo come si stringe un giuramento.
«Se davvero vuoi seguirmi,» disse, «sappi che la storia che Allan ha lasciato incompiuta non riguarda solo il passato. Riguarda ciò che ancora deve accadere.»
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io sono sempre preso dall'idea del frammento, come parte significativa e integrante di una unione, di una pienezza. ognuno di noi è frammento, è testimone di un intero che è stato, che è e che sarà. l'intero è la pienezza e chi custodisce il frammento è custode della pienezza. godere la pienezza sarà la perfetta unione dei frammenti al cospetto ci chi ne costruisce il desiderio e l'aspirazione. E' probabilmente una continua e lenta rincorsa al comprendere quando invece il compimento non conoscerà più il tempo che noi misuriamo. le tue storie sono cariche di intensità emotiva, mistica e trascendente.

il 27/09/2025 alle 18:17

Perchè proprio Elena è la prescelta..Elena non è un’archeologa, non è un’esperta come Allan. Ma ha una qualità rara: ascolta, si ferma, percepisce. È ricettiva. In un mondo che dimentica, lei ricorda. In un mondo che guarda, lei sente.Questo la rende una "testimone vivente", proprio come il frammento: non solo una spettatrice, ma parte attiva della memoria.Allan l'aveva capito.È stata scelta perché è in grado di portare avanti qualcosa che va oltre la famiglia: la memoria viva del mondo. Bel frammento Sir, coinvolgente.Abbracci.

il 27/09/2025 alle 21:33

Molto bene, Poe! Siamo tutti testimoni perchè non ne possiamo fare a meno, ma siamo responsabili e consapevoli dell'eredità che lasciamo al prossimo! Grazie molte!

il 28/09/2025 alle 01:03

Direi che è proprio così, amica Nin; tali personaggi rappresentano memorie indispensabili per tutti coloro che desiderano essere importanti per se stessi! Grazie assai, Nin!

il 28/09/2025 alle 01:06

Ho letto varie volte i due brani, ''Elena'' e ''eredità''...La cosa strana è che mi colpiscono alcune espressioni e ci torno sempre ma non le riesco a ricordare a memoria , è come se smuovessero qualcosa dentro ma poi non riesco a ripetere le parole esatte ed è qualcosa di insolito perché normalmente ricordo sempre le frasi che mi colpiscono di qualunque testo . Questi due brani , avvolti da un alone di mistero, mi colpiscono per l'entrata in scena di Elena che sarà colei alla quale verrà trasmessa la memoria come eredità di una intera città , la capacità di ''sentire'' le voci dei tanti abitanti di quella città e anche come portatrice di memorie che sono in realtà eredità che vengono direttamente dal passato per poter diventare futuro. Non so spiegare bene e anche questo è strano , perché l'affollamento di idee che ho dentro non trova modo razionale per essere detto ... Ma non è Sir che questo brano ''è stregato''? ^-^ Un fatto è certo , lo potrai rileggere mille volte ma pur ricordando i fatti salienti non so ripetere le frasi che segnano il passaggio , da un fatto a un altro , è come se non ci fosse uno sviluppo lineare (intendo dentro di me), i miei pensieri , come sottoposti al vortice di quel vento , finiscono per mischiarsi scompigliarsi e non so dire. So che siamo ad un momento clou e non vedo l'ora di vedere il seguito, quando la città sepolta di Allan si svelerà nei suoi contenuti... Ti abbraccio Eos in attesa

il 28/09/2025 alle 10:27

Hai ragione Eos, e mi scuso per il mio modo di scrivere, ma il mio maestro è sempre stato ed è unicamente Stephen King, unico scrittore al mondo che riesce sempre a farmi "sorridere", filosoficamente parlando! Credo che questo racconto sia stregato perchè lungamente profondo nella sua costruzione temporale! Ti abbraccio, ma promettimi di stare serena! Grazie di tutto!

il 28/09/2025 alle 13:40