Cara Ninetta hai confessarlo tua dote: Mentre scrivi ti fermi, respiri, ami. C'è vita, C'è amore, C'è passione in ciò che ci regali ed io mi perdo nelle tue suadenti parole che sembrano sempre sussurrate con garbo. Anch'io pubblicherò un passaggio amichevole al caro autunno che umilmente seguirà alla tua magica penna d'oca (ora tasto ingentilito ).
Capolavoro Autunnale, amica Nin! Davvero notevole padronanza letteraria e concettuale! Bacini
L’autunno della vita, come quello delle stagioni metereologiche, indica l’uscita dall’estate in tutti e due i casi ; è un tempo di raccolta di quanto ‘’seminato’’ , di quanto vissuto e di ‘’accantonamento’’ nei cassetti della memoria o nella cornucopia sacra perché parte della nostra vita , delle cose che vanno custodite religiosamente , per evitare che si possano dissipare, per dimenticanza o ‘’sovraffollamento’’. Ci sono momenti della vita particolari che hanno contribuito alla nostra crescita mentale e spirituale , sono praticamente uno ‘’spartiacque’’ tra un prima e dopo , tempi di ‘’raccolti eccezionali’’ che daranno colore al nostro autunno , fatto non più dei colori squillanti e forti dell’ ‘’estate’’ ma di colori pastello , caldi e dal profumo della vita vissuta ma non eliminati nel passaggio da una stagione all’altra , quelli che costituiscono la memoria della nostra esistenza , quello che siamo stati, che siamo e che saremo . In senso metaforico sono ‘’semi’’ piantati nel corso della vita e che daranno i loro frutti in seguito , perché non c’è una fine o una sparizione ; nel ‘’grembo della terra ’’ germineranno e si renderanno visibili solo in seguito anche se emaneranno il loro profumo che ci rende unici e irripetibili . La tua cornucopia è piena di valori che giustamente ‘’ metti al riparo ’’ dal rischio di essere risucchiati e distrutti dal tempo che travolge tutto nel suo incessante correre . E’ una poesia molto bella , serena, speranzosa , dal ‘’colore caldo dell’oro’’ che l’autunno dona alla nostra vita e alla nostra persona . Baci Eos
L’autunno della vita, come quello delle stagioni metereologiche, indica l’uscita dall’estate in tutti e due i casi ; è un tempo di raccolta di quanto ‘’seminato’’ , di quanto vissuto e di ‘’accantonamento’’ nei cassetti della memoria o nella cornucopia sacra perché parte della nostra vita , delle cose che vanno custodite religiosamente , per evitare che si possano dissipare, per dimenticanza o ‘’sovraffollamento’’. Ci sono momenti della vita particolari che hanno contribuito alla nostra crescita mentale e spirituale , sono praticamente uno ‘’spartiacque’’ tra un prima e dopo , tempi di ‘’raccolti eccezionali’’ che daranno colore al nostro autunno , fatto non più dei colori squillanti e forti dell’ ‘’estate’’ ma di colori pastello , caldi e dal profumo della vita vissuta ma non eliminati nel passaggio da una stagione all’altra , quelli che costituiscono la memoria della nostra esistenza , quello che siamo stati, che siamo e che saremo . In senso metaforico sono ‘’semi’’ piantati nel corso della vita e che daranno i loro frutti in seguito , perché non c’è una fine o una sparizione ; nel ‘’grembo della terra ’’ germineranno e si renderanno visibili solo in seguito anche se emaneranno il loro profumo che ci rende unici e irripetibili . La tua cornucopia è piena di valori che giustamente ‘’ metti al riparo ’’ dal rischio di essere risucchiati e distrutti dal tempo che travolge tutto nel suo incessante correre . E’ una poesia molto bella , serena, speranzosa , dal ‘’colore caldo dell’oro’’ che l’autunno dona alla nostra vita e alla nostra persona . Baci Eos
Mitri, è un'ode, una forma intima e simbolica, tipo una lode.Non c'è esaltazione collettiva nè pensata per il canto. Non mira ad esaltare un'entità in modo collettivo come farebbe un inno ma a celebrare poeticamente una presenza naturale.Cari saluti, grazie per il commento.
Carissima Eos, le tue parole hanno il calore di un tramonto d’autunno e la delicatezza dei pensieri che nascono solo quando si è in ascolto profondo della vita. Hai saputo leggere tra le righe e cogliere il senso più intimo di ciò che volevo esprimere: quell’autunno dell’esistenza che non è un addio, ma un tempo di raccoglimento, di memoria viva, di gratitudine. La tua bellissima immagine della cornucopia mi tocca profondamente. È vero: in questo tempo dell’anno, in alcune parti d’Italia l’equinozio d’autunno è ancora vissuto come un rito di passaggio, quasi sacro, un momento in cui si ringrazia per i frutti ricevuti e si fa spazio alla riflessione, alla custodia delle esperienze. La cornucopia, simbolo di abbondanza e prosperità, in questo contesto diventa anche scrigno spirituale: contiene i semi delle esperienze passate, dei valori coltivati nel tempo, delle memorie che ci rendono unici e ci preparano al tempo che verrà. È ciò che decidiamo di proteggere dal tempo che corre, ciò che vogliamo tramandare, prima di tutto a noi stessi.Grazie per il tuo bel commento sempre atteso.In Sardegna festeggiamo ancora questo rito di passaggio.Abbracci.
Un'indicazione così bella non l'avevo mai letta. Meravigliosa ode ad una stagione che io amo molto, forse più della primavera. La tua bravura ormai è cosa nota ed affascinante. Complimenti di stima e di cuore. Ciao ti abbraccio.
Sono stato assente x molto tempo,oggi sono felice di essere ritornato e di aver letto la tua meravigliosa poesia Autunno. Mi sei piaciuto moltissimo...tu sei una 4 stagioni cammini con il tempo che si rinnova sempre.saluti Aldo.
Cara Cassiopea,tra tutte le stagioni,l’autunno è quella che ci guarda negli occhi. Non urla come l’estate,non promette come la primavera,non tace come l’inverno. L’autunno ricorda.E ci costringe a fare lo stesso.Grazie per il commento.Baci.
Bella poesia da leggere e apprezzare immersi nella natura di un bosco colorato d'autunno. Piaciuta.
Grazie Enrico, che bella immagine ... immergersi in un bosco colorato d'autunno!è poesia...
Grazie eclisse, mi fa sempre piacere la tua presenza,torna...ti aspettiamo.Grazie per il tuo bel commento!
L'autunno,come una casa non ancora approntata,sguarnita per abitarvi ma non per ospitare,famiglie serene e di passaggio,che rimpinguino il conticino esoscheletrico in banca. Che orrori,la videosorveglianza...
Leggo con interesse la tua visione dell’autunno come casa sguarnita e osservata, e trovo affascinante come tu riesca a intrecciare natura e ironia sociale. Per me, invece, l’autunno è più un rituale intimo della natura: un tempo di raccolto, di piccoli tesori nascosti come le noci,l'uva, di quiete , di preparazione verso l’interno. Non c’è solo ciò che stimola il profitto o l’attenzione esterna, ma anche una cornucopia di gesti, odori e suoni che parlano del ciclo della vita. Mi piace pensare che, proprio in questo passaggio stagionale, ci sia spazio per entrambe le letture: la lentezza contemplativa e il mondo che corre intorno.Grazie, sempre stimolante il confronto...saluti.