C’è più luce in quel riverbero di me
nell’attimo del tramonto
che vive fra le ali di un sé
dove si deposita l’incanto
dell’oscuro passato
figlio di quella luce fioca
di un tempo antico ormai andato
dove d’incerta luce ve n’era poca.
c’è vita ora in ogni attimo di noi
così come reminiscenza all’uopo
fra gli sprizzi di luce in gioco
o almeno finché il nodo scorsoio
non si tende alla gola
e all’estasi s’induce
su reti intrecciate con sagola
cessando poi, il filtrare della luce.
c’è luce in me ben oltre la vita
in quella pura essenza
ch’è mio cammino da eremita
e nel passo mio, a inseguir cadenza
va tutt’oggi scorcio di penitenza
tutto non ha il giusto valore
e in più nivea anima, vale un cuore.
© Saverio Chiti, 10 settembre 2025