PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 21/09/2025
Allan sorseggiava il suo caffè, perso nei pensieri che attraversavano millenni. Accanto a lui si sedette David, dall’aria sicura ma rilassata, con un sorriso che non rivelava troppo.
“Non sembri del posto,” disse David, abbassando la voce appena abbastanza da farsi ascoltare.
“Dici?” rispose Allan “Forse sono solo distratto.”
“Può darsi,” replicò l’altro, incrociando le braccia. “Ma certe persone… notano cose che gli altri non vedono.”
Allan lo studiò. C’era qualcosa nei suoi occhi, un’intelligenza vivace e curiosa, ma anche un’ombra di segreto. “E tu, allora, in quale categoria rientri?”
“Non ha importanza,” disse David, con un mezzo sorriso enigmatico. “Quello che conta è che ti possa fidare… anche se non sai chi sono davvero.”
E per un momento, un lampo di qualcosa di più antico brillò nei suoi occhi, qualcosa che non riusciva a decifrare. Una promessa silenziosa: un giorno, tutto sarebbe stato chiaro.
Il sole calava dietro gli alberi, tingendo il cielo di arancio e rosa. Allan camminava accanto al ragazzo della caffetteria, sentendo che, nonostante la loro età simile, c’era qualcosa in lui di… diverso.
“Ti fidi di me, eh?” disse David, rompendo il silenzio.
“Non so se è fiducia,” rispose. “Forse solo curiosità.”
David sorrise, come se quella risposta fosse esattamente quella che voleva sentire. “Bene. Perché la curiosità è pericolosa… ma a volte rivela tutto.”
Si fermarono vicino a una fontana illuminata. L’acqua scintillava e rifletteva i loro volti. “Sai, alcune persone ricordano cose che non dovrebbero ricordare. Eventi che… non dovrebbero esistere.”
Allan lo guardò con attenzione. C’era una sfumatura di verità nei suoi occhi, qualcosa che non poteva appartenere a un ragazzo normale. “Che intendi?” chiese, trattenendo il respiro.
“Diciamo solo che alcune storie si nascondono dietro la realtà quotidiana,” rispose, con un mezzo sorriso. “E alcune persone… scelgono con chi condividerle.”
Allan sentì un brivido. Era un piccolo indizio, un segnale che il mistero non era finito. Qualcosa di antico e potente si celava dietro quella faccia giovane e familiare. Qualcosa che, un giorno, avrebbe rivelato la sua vera identità.
David svelò che lavorava nel campo della finanza, mentre entravano in una insolita biblioteca: gli scaffali contenevano libri così vecchi che l’odore di carta antica saturava l’aria.
“Vedi questi libri?” disse David, passando la mano su un dorso consunto. “Raccontano storie che pochi ricordano… ma io le conosco tutte.”
Allan alzò un sopracciglio. “Tutte?”
“Beh,” replicò, con un mezzo sorriso enigmatico, “non proprio tutte… ma abbastanza da capire come funziona il mondo da molto, molto tempo.”
Un brivido lo percorse. Le parole erano vaghe, eppure… c’era qualcosa di vero. “Quante storie hai visto?” chiese con cautela.
“Più di quante un normale ragazzo della nostra età dovrebbe conoscere, e non tutte sono finite bene.”
Si sedettero a un tavolo. David aprì un libro polveroso, ma non per leggere: semplicemente per indicare con un dito alcune date, nomi, eventi. “Alcuni li ricordiamo entrambi,” disse. “Ma alcuni… solo io.”
Allan lo guardò negli occhi. C’era un bagliore antico in quegli occhi giovani, un frammento della verità che stava solo accennando. E per la prima volta capì che la loro amicizia non era casuale.
Il vento fresco della sera faceva ondeggiare le luci della città sotto di loro. I due sedevano su una panchina, il silenzio rotto solo dal rumore lontano del traffico.
“Non posso confidarmi con chiunque,” disse, fissando le luci in basso. “Non tutti capirebbero. Alcuni… reagirebbero con paura o scetticismo.”
Allan lo osservava attentamente. “Perché allora a me?” chiese, senza riuscire a nascondere la curiosità.
David sorrise appena, ma i suoi occhi tradivano qualcosa di più profondo. “Perché tu… sei diverso. Tu vedi oltre il tempo, oltre le apparenze. Sai riconoscere ciò che è eterno in mezzo al caos.”
Era la prima volta che qualcuno parlava in quel modo con lui, come se sapesse davvero chi fosse.
“E questo significa che posso fidarmi di te?” domandò, quasi sussurrando.
“Non solo puoi,” avvicinandosi appena, “ma devi. Perché quello che sto per mostrarti… non è per tutti. Solo tu puoi comprenderlo davvero.”
Per un attimo, il silenzio fu totale. Sotto le stelle, la città sembrava distante, insignificante. Tra loro c’era un legame che nessuno poteva spezzare. Un legame che avrebbe rivelato, un giorno, la vera identità del ragazzo, e con essa un segreto antico come il mondo.
Le strade erano bagnate, i lampioni riflettevano l’acqua come piccoli fari sospesi. Allan camminava accanto al ragazzo, che sembrava a suo agio in quell’oscurità, come se conoscesse ogni angolo della città.
“Vuoi sapere qualcosa di me?”
“Se vuoi, sì,” rispose, attento a ogni movimento.
Si fermò, alzò lo sguardo verso il cielo coperto di nuvole. “Non posso raccontarti tutto… almeno, non ancora. Ma posso darti indizi.”
“Indizi?” chiese, incuriosito.
“Sai quelle sensazioni quando entri in un posto e sembra che tu l’abbia già visto, anche se non ci sei mai stato?”
“Io… le provo sempre. In ogni epoca, in ogni città. E alcune persone… non lo capiscono.”
Allan lo guardò negli occhi. C’era qualcosa di antico lì, un bagliore che non apparteneva a un ragazzo normale.
Un filo invisibile li legava e il mistero era più forte di qualsiasi parola.
Salirono in silenzio le scale che portavano sul tetto. La città si stendeva sotto di loro, un mosaico di luci e ombre.
“Guarda laggiù,” disse, indicando un antico edificio in lontananza. “Sai cosa c’era qui prima che questa città nascesse?”
Allan strabuzzò gli occhi. “Non… no, non lo so. Ma sembra… normale.”
“Normale?" "No, non è normale. Qui… o meglio, sopra queste strade, camminavano persone e accadevano eventi che oggi nessuno ricorda. Io c’ero.”
Allan si fermò, il cuore che accelerava. “C-come… tu c’eri?”
“Non nel senso che tu immagini,” rispose, voltandosi verso di lui. “Io… ricordo tutto. E posso mostrarti piccole cose che nessuno dovrebbe sapere. Piccole tracce nel mondo, prove di ciò che è accaduto prima che tu nascessi, o che persino i tuoi ricordi umani possano arrivare a capire.”
Tirò fuori dal taschino una moneta antica, consumata dal tempo, e gliela passò. “Guarda questa,” disse. “Sa di storia vera. Di civiltà che non esistono più. E io l’ho vista nascere.”
Allan prese la moneta, sentendo un peso incredibile: non era solo un oggetto, ma un frammento del mistero che legava David a un tempo che nessun altro poteva conoscere.
“E tutto questo… tu lo condividi solo con me?” chiese, voce bassa.
“Solo con te,” rispose, fissando l’orizzonte. “Perché so che capirai… e che custodirai il segreto.
Camminarono lungo i sentieri bagnati di rugiada, le mani in tasca, mentre la città lentamente si svegliava. La moneta antica, pesava nel palmo di Allan, come un frammento di un mondo lontano.
Rifletté sulle parole: i ricordi impossibili, le storie di civiltà scomparse; ogni dettaglio, ogni accenno, iniziava a incastrarsi come pezzi di un puzzle che non aveva mai avuto nome.
“Non può essere…” mormorò tra sé. “Nessuno può… tutto questo…”
La memoria lo portò indietro: il sorriso enigmatico, la calma con cui parlava di eventi antichi, la capacità di riconoscere luoghi e oggetti prima ancora che lui li vedesse. Tutti piccoli indizi, sparsi nel tempo, che adesso assumevano un senso.
Allan si fermò sotto un albero, guardando il cielo tingersi di rosa. “Se tutto ciò è vero,” pensò, “allora tu… tu non sei solo un ragazzo normale. E se hai davvero vissuto tutto questo… cosa significa per me? Per noi?”
Allan si rese conto che, fino a quel momento, non aveva mai incontrato nessuno con cui potesse condividere completamente la verità, nessuno che vedesse oltre il tempo e lo spazio come lui. E ora, con ogni indizio raccolto, cominciava a capire che
David non era solo un amico misterioso… era qualcosa di più.
Il vento spazzava l’erba alta, e il cielo era un mosaico di rosso e oro. Si fermarono, fianco a fianco, guardando l’orizzonte.
“C’è qualcosa che devi sapere,”
“Va bene… mostrami.”
David inspirò, poi si voltò completamente verso di lui. “Non sono solo un ragazzo come gli altri. Non sono nemmeno nato nel tempo che conosci. Io… sono esistito fin dall’inizio. Ho visto il mondo nascere, le civiltà crescere e cadere, eppure… sono rimasto. Sempre. Solo.”
Allan lo guardò incredulo. Ogni cosa iniziò a combaciare. La realtà che lo circondava sembrava improvvisamente più grande, più complessa.
Il sole si abbassò all’orizzonte, tingendo tutto di rosso. Allan sentì il peso e la meraviglia della rivelazione: il ragazzo, suo coetaneo, era in realtà un essere eterno, unico, testimone di millenni. E ora, finalmente, il segreto era condiviso.
Per un attimo, tutto il mondo sembrò fermarsi. Non c’era passato né futuro, solo loro due, e la consapevolezza di un legame che sfidava il tempo stesso.
“Non sarà facile,” disse Allan, osservando le strade vuote e i tetti bagnati dalla rugiada.
David, annuendo: “E lo è. Ma non devi affrontarlo da solo. Abbiamo tutto il tempo… perché io sono stato qui fin dall’inizio, e sarò qui ancora.”
“E io?” chiese Allan, guardandolo negli occhi. “Qual è il mio ruolo in tutto questo?”
“Tu sei il mio confidente,” rispose David. “Colui che può comprendere l’eterno senza perdersi nell’infinito. Colui con cui posso condividere la verità… e forse, insieme, possiamo osservare il mondo in un modo che nessun altro può.”
Si scambiarono un sorriso complice, consapevoli che, pur essendo coetanei, il loro legame era speciale. Non si trattava di potere o gloria: era fiducia, conoscenza e un’intimità unica.
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (4 voti)

Questo racconto mi ha lasciato dentro un silenzio pieno. Non solo per la scrittura,che è fluida, evocativa, piena di atmosfera, ma per quello che tocca nel profondo: la fiducia. Quella vera. Quella che nasce non da spiegazioni, ma da sguardi che riconoscono qualcosa di antico. È raro, oggi, leggere un dialogo tra due uomini che non si basa sul potere, sulla distanza o sulla maschera, ma su una connessione silenziosa, fatta di domande senza fretta, di misteri condivisi, di presenza. In un tempo in cui si ha paura di mostrare ciò che è fragile e vero, questa storia è una carezza per l’anima Il fatto che il legame tra Allan e David non sia spiegato fino in fondo ma solo accennato, reso attraverso piccoli gesti, rende tutto ancora più potente.È così che funziona la fiducia: non serve sapere tutto, basta sentire che l’altro c’è. Mi ha fatto riflettere su quanto bisogno abbiamo, oggi, di rapporti sinceri tra uomini che sanno ascoltarsi, parlarsi con rispetto e custodire l’invisibile insieme.Molto bello, Sir, abbracci! Questo racconto non parla solo di eternità… ma di presenza autentica, ed è una cosa che — chi sa — sente subito. Grazie per questo viaggio. Mi ha toccato davvero.

il 21/09/2025 alle 22:17

Te lo volevo dire ora : proprio ieri stavo pensando alla solitudine e pensavo al romanzo ''cent'anni di solitudine'' letto quando avevo intorno ai 13-14 anni , è un bel po' penso alla fiducia e alla sfiducia che genera solitudine , la mancanza di poter esistere nella mente degli altri e di avere qualcuno nella propria mente , le sue parole . Ho scritto io qualcosa oggi sulla fiducia...E poi arriva il protagonista del tuo bellissimo racconto che è solo , non potendo condividere con nessuno per mancanza di fiducia , e quest'uomo è solo dall'inizio del mondo quindi attraversato un'esistenza lunga millenni da solo , perché non potendo condividere, comunicare rende soli ; non so se significhi qualcosa ma la parola ''fiducia'' che mi perseguita negli ultimi giorni l'ho ritrovata nel tuo magnifico racconto ed è una solitudine, una mancanza di fiducia e di comunicazione che rende invisibili ma che però alla fine trova soluzione , infatti i due uomini si incontrano e provano istintivamente un senso di comunanza di vicinanza che li riempie dentro e dà loro valore in quanto persone. Questo senso di fiducia rende molto più che eterni ... E ora me ne vado a dormire contenta che la fiducia non è uno sconosciuto , cioè qualcosa di inesistente ma , pur se rara e lunga da trovare , alla fine compare . Ti abbraccio sir e ti dico bravissimo, sei uno scrittore al di là dell'argomento interessantissimo , veramente bravo. Eos

il 22/09/2025 alle 00:01

Ravviso due costanti nelle tue limpide narrazioni. la frammentazione e l'aura di mistero che avvolge qualcosa o qualcuno da intercettare e comprendere. là dove i frammenti si ricompongono con maestria divenendo unione e partendo da valori e certezze, il dubbio sfocia in fiducia e spesso nella fede, hai compiuto il tuo percorso perfetto di cognizione. leggo spesso voglia di costruire unità e condivisione.

il 22/09/2025 alle 13:22

Ormai, caro Maurizio, il tuo stile è affermato e confermato. I tuoi fantastici e fantasiosi racconti in effetti sono come favole moderne, hanno sempre una morale, quella della condivisione e della fiducia. Complimenti di cuore. Un abbraccio affettuoso.

il 22/09/2025 alle 14:12

Carissima Nin, riesci sempre a trovare il bandolo letterario con disinvoltura! Già, qualcuno potrebbe concentrarsi solo sulla questione dell'Immortalità, ma tu hai colto il senso della devastante "Quotidianità", quando non hai accanto un vero amico che te la trasforma in perenne "Novità"! Ti ringrazio veramente tanto! Tvb!

il 22/09/2025 alle 17:23

sono lieto anche di aggiungere una conclusione (che per me era già insita e molto positiva): trovo sempre i tuoi scritti carichi di significato in aggiunta alla rinomata esposizione. come dico sempre, io vi leggo molto volentieri e attingo ricchezza.

il 22/09/2025 alle 17:41

Spero tu abbia riposato bene, amica Eos! Sono felice di questa meravigliosa coincidenza, che avvalora tutto il significato e che rende vive le nostre prerogative! Sei davvero una donna speciale! Un abbraccio!

il 22/09/2025 alle 17:41

Mi piace questo discorso della frammentazione, caro Poe; in effetti, senza accorgemene, creo un puzzle di tessere da sistemare! Grazie molte!

il 22/09/2025 alle 17:52

Favole Moderne, mi piace, amica San! Credo proprio che lo siano! Ti mando tanti bacini! Grazie assai assai!

il 22/09/2025 alle 17:53

Il significato, caro Poe, è alla base di tutto! Grazie per averlo rimarcato! Baciuzzi!

il 22/09/2025 alle 17:54