Che bella e intensa poesia: una riflessione profonda sulla memoria, sulla gratitudine e sulla forza del ricordo, in particolare verso una figura amata e forse anche pubblica, come un artista o un comico scomparso. Il tono è elegiaco ma non disperato , c’è commozione, ma anche luce. La morte non viene vista solo come fine, bensì come trasformazione, come luogo dove l’anima ancora risuona e continua a parlare, a far sorridere, a essere.La strofa finale, in particolare, è potentissima: "In quell’istante, il comico presente fa della morte un’arpa riverente." Qui la poesia compie un capolavoro d'immagine: la comicità diventa forma di sacralità, la morte non è più tabù ma uno strumento attraverso cui vibra la memoria.Una poesia che tocca l’anima con delicatezza e gratitudine. Il modo in cui trasformi il ricordo in presenza viva è struggente e luminoso insieme. Davvero una dedica intensa, dove il silenzio del marmo diventa palco per l’eco immortale del sorriso. Grazie Sir per aver condiviso queste parole.Abbracci.
molto bella! hai suscitato lacrima vera ma viva e a lui va il sorriso che ci ha sempre regalato.
Ho fatto visita a mio Zio Masi, ai miei genitori, ai miei parenti ed infine a Franco Benenato, in arte: Franco Franchi! Grazie Nin... per la sottile disamina dei miei versi! Un caro saluto.
Negli anni 70' Franco e Ciccio furono gli unici a mantenere in vita il Cinema Italiano, caro Poe; e quest'ultimo non é stato mai abbastanza riconoscente nei loro confronti. Grazie per il bel passaggio, amico mio!
Bravo Sir tributo meritatissimo da parte di una persona che portava sorrisi ovunque ,sai in quel di roma a piazza Cantu' ce' un bar che era di sua proprieta' e tuttoggi viene chiamato il bar di Franco Franchi.Un Salutone
Giá, amico Giancarlo! Un attore irripetibile! Grazie molte per la chicca! Salutoni.