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Pubblicata il 10/09/2025
È caduto il cielo.
È caduto rovinosamente,
rompendosi in mille pezzi.
da quando, dal mio sangue,
sono usciti aliti
di venti incandescenti,
a bruciare l’acqua
del fiume che scorre dentro me.
orgoglio smarrito,
di un randagio
che elemosina
e che calci trova.
È caduto il cielo
sul mio cuore.
il sangue ha trafitto
le mie vene,
che ora si sono seccate.
non più un fiore nasce
sul mio vaso,
che avevo annaffiato
tempo fa.
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Il vaso va accudito giornalmente. Ciao.

il 10/09/2025 alle 09:14

Non hai torto, ma purtroppo molte volte non basta.ciao

il 10/09/2025 alle 12:25

Butta il cuore in cielo ed innalza ogni cosa al posto che merita.

il 10/09/2025 alle 13:50

Poe ci vorrà tanto da fare e non so se ci riuscirò. Ciao

il 10/09/2025 alle 18:30

La tua poesia è intensa e dolorosamente autentica. L’immagine del cielo che cade e si frantuma è una metafora potente, che racchiude tutta la forza di un crollo interiore. I versi che parlano del sangue, dei venti incandescenti e del fiume prosciugato evocano un'esplosione emotiva che ha lasciato aridità e silenzio dentro di te. Colpisce molto anche la figura del randagio: c'è una dignità ferita, ma ancora viva, in chi chiede e riceve solo calci. La chiusa, con quel vaso ormai sterile, è struggente: parla della fine di qualcosa che avevi coltivato con cura e speranza. È un testo che fa male, ma proprio per questo arriva dritto al cuore.Molto bella, abbracci.

il 10/09/2025 alle 19:12

Io penso, caro Bytano, che la soluzione risiede dentro di noi. La forza è dentro di noi. Cercala e riapri il capitolo.

il 10/09/2025 alle 20:15

Grazie Ninetta un abbraccio

il 10/09/2025 alle 22:40

Ricevuto poe... grazie

il 10/09/2025 alle 22:41