Una storia davvero commovente, amica Nin! Nerine, Françoise... come affermi tu: il coraggio di vivere! Ti abbraccio, amica mia! Bellissima!
Ci sono amicizie che valgono più di un amore , preziose, indimenticabili ma sempre vive nel cuore; fatte di comunanza, familiarità, condivisione di interessi. Perderle è doloroso da ogni punto di vista ma condividerne il ricordo con altre persone a lei vicine, per un po’, almeno idealmente, annulla la distanza anche se le emozioni provate restano solo tue e lo saranno sempre: i legami di cuore non si spezzano mai anche se affievoliti dalla lontananza eterna. baci eos
Questi ricordi generano quelle che definisco "lacrime buone". La tua sensibilità è ormai libro di testo.
Grazie Sir, si... il coraggio di vivere e un'anima generosa compassionevole.Abbracci!
Hai espresso qualcosa di profondo e vero: ci sono legami che superano perfino l'amore, perché radicati nell’anima. Anche se la distanza o la perdita fanno male, il ricordo condiviso tiene viva quella presenza, come se non fosse mai andata via. Lei era una donna semplice, anche se ho parlato di abito da sera calici...In effetti mettevamo un abito normale magari lungo, perchè il suo invito era sempre"Cena importante, abito da sera,sei invitata a casa mia" .Era la maniera giusta per ricordarci di non arrivare in pantaloncini...Baci eos, grazie per il tuo puntuale commento.
Si Poe, lacrime buone.Una donna straordinaria, determinata, coraggiosa e profondamente umana. In un contesto difficile come il Guatemala, ha saputo affrontare rischi e ostacoli senza mai tirarsi indietro. Con amore e senso di giustizia ha creato un orfanotrofio che non solo protegge, ma offre cultura e dignità a bambine abbandonate. Un esempio concreto di come il bene si può costruire, anche dove sembra impossibile.Abbracci!
Nel piacere e i giorni,il giovane Marcel affrontava a petto nudo la nascente psicoanalisi,forse con eccessiva ingenuita'.La critica del novecento avrebbe interpretato alcune sue fantasie ancora invertebrate per messaggi cifrati che la larvale personalita' dettava ad un ego in formazione e ad un potenziale pubblico.Questa tua variante,Ninetta,mi pare un po' tardiva,considerata la produzione ben strutturata ed altrettanto ben orientata.Percepisco ancora quest'attrazione per le chiusure tragiche,ma le percepisco dall'incipit! De gustibus...
Ti ringrazio per la lettura così attenta e per il riferimento proustiano, che ho molto apprezzato. In effetti, questo racconto nasce più da un moto affettivo che da un’intenzione stilistica: è una pagina di cuore, forse più “nuda” e meno strutturata, ma proprio per questo autentica. Ho voluto affidarmi a una scrittura più impressionistica, lasciando che l’emozione precedesse l’analisi e che la memoria potesse parlare con la sua voce, senza mediazioni. So che il tono può sembrare “tardivo” o meno elaborato, ma credo che certe emozioni non maturino mai davvero: restano vive, sospese nel tempo, e scrivere diventa allora un modo per restituire presenza a chi non c’è più. Quanto al finale tragico, sì, forse è un’attrazione, ma anche un modo per fare pace con ciò che resta e dare un senso al silenzio che segue la perdita.Grazie!, sempre interessante il tuo commento.Saluti