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Pubblicata il 27/08/2025
Dalla comunione allo sposalizio,
la prossima fermata ce trovamo già all’ospizio.

quanti viaggi, quante risate,
girammo mezzo mondo co un par de pedalate.

e mo te sposi pure, amico mio…
chissà se qualche giorno me fai zio.
e pure se non fosse, io so’ felice uguale:
è giusto fate quello che vi pare.
qualsiasi decisione eventuale
me va bene — a patto che non sia laziale.

vabbè, mo faccio il serio,
ci provo a di’ qualcosa con criterio.
vivrete notti oscure e altre più serene,
a volte penserete: “Mo c’ho le palle piene!”
ma tanto tutto passa, solo se state insieme:
l’unico requisito, volesse sempre bene.

mo andate un po’ aff***ulo,
che poi, se me emoziono,
me commuovo non ragiono…

me toccherà pensà a un par de scherzi da prete,
goliardici magari fuori luogo, devo rompe la quiete.
ormai so’ invitato… e ve ne pentirete!

auguri amici miei.
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Bellissimo testo. Ha tutta la freschezza e la spontaneità di un discorso goliardico da matrimonio, ma con dentro affetto vero.

il 27/08/2025 alle 15:48

Grazie davvero! È proprio così

il 27/08/2025 alle 19:21