Per terra, la sua stanza
è tappezzata di angeli caduti,
l’ultimo sei tu.
credeva fossi vera,
sebbene mercenaria.
un terzo dei suoi anni,
splendevi giovinezza
come un sole
donandogli vigore
e il paradiso.
non l’aveva chiesto,
chiamassi Amore testimonio,
mentre bruciava nel tuo grembo
dolcissimo e bugiardo,
che già così bastava.
supino, braccia a croce,
immoto il cuore lacerato,
riposa su una guancia
e pare che sorrida
alla tua foto in pezzi.