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Pubblicata il 23/08/2025
Un pennacchio nero in lontananza
annunciava il tuo arrivo.

Dai bordi delle verdi colline
spuntava veloce e possente
il lungo treno affusolato.

Sembrava che galleggiasse
sul fiume di binari.

Correvo, correvo più del treno.
Dovevo essere il primo ad arrivare
per rivederti, per abbracciarti,
per sorreggerti ancora una volta
vecchio mio.
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Il treno diventa metafora del tempo che passa, ma anche ponte verso l’affetto che resiste. Il “vecchio mio” non è solo un uomo anziano: è radice, ricordo e motivo di corsa, il cuore del viaggio.

il 26/08/2025 alle 17:04

Ottima interpretazione.

il 27/08/2025 alle 13:00