Ottave di ottonari in rime abababcc.
------------------------------------------------------------
nonostante l'ateismo
debbo ammetter, dannazione,
rinunciando al vittimismo,
che fui, son maledizione!
certo, un poco di cinismo:
non chies'io la concezione¹.
si dovea tenerne conto
che potea riuscire un tonto!
e di fatti sono nato
e seppur non mi ricordo
certamente avrò sbagliato
già nel pianto da balordo,
sul dottore avrò pisciato
già con tutti in disaccordo
e posato a bere il latte
avrò fatto lagne matte.
poi crescendo invece è certo
che sbagliai qualsiasi scelta,
non mi genera sconcerto
l’idea che feci alla svelta
se un sentiero c'era uberto²
d’imboccar la via divelta³
per il gusto di sbagliare
ogni passo ch'è da fare.
già nel farmi questo cuore
alla grande c'ho fallito
sin da quelle prime ore
che mi vider concepito,
troppo aperto sul dolore,
negli anfratti rinsecchito,
con le porte senza chiavi
pronto a successivi aggravi.
quando poi fui più maturo
(piango o rido nel pensarci?)
imparai, e ve lo giuro,
a trovar com'arrivarci
giù nel baratro più duro
senza stare a ricamarci
dinanzi ogni nuovo bivio
come fosse quel declivio.
in amor, capolavori!
dedizione ben punita
con raccolta di dolori
per priorità tradita,
giovanili ingenui ardori
contro il sogno d’una vita
… E sto qui cercando un senso
tra un affanno e uno scompenso.
------------------------------------------------------------
¹: concepimento;
²: ubertoso, una licenza poetica talvolta posso invocarla;
³: scassata.
------------------------------------------------------------
ioffa, 09/04/2024