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Pubblicata il 02/08/2025
Nello Spettro di un’Ultra Viola

Spalanco le ali
al mio pianoforte
dalle grandi labbra
che baciano nuvole d’alloro
colorandole col fiato
delle mie note spruzzate
con l’acrilico di una sfinge.

Sulla ruota panoramica
osservo l’orbita eccentrica
dei miei pensieri ovali
che scavano pozzi fondi
di verde acqua pesante
dove galleggiano ninfe e ninfee
che mi tolgono il sonno della ragione.

I miei occhi sono spugne di ghiaccio,
traboccano comete dalla lunga chioma
per sciogliersi nel sole di un cuore caldo.
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In questa poesia il poeta costruisce un universo simbolico, ricco di immagini surreali e sinestetiche, dove i confini tra musica, pittura, natura e psiche si fondono in un’unica esperienza percettiva. Il titolo stesso introduce l’idea di una realtà “oltre” il visibile , lo spettro dell’ultravioletto, evocando anche, con un gioco di parole, una figura femminile immaginaria: Ultra Viola. Potrebbe trattarsi di una musa, di una presenza evocata attraverso il linguaggio poetico, oppure della rappresentazione simbolica del desiderio e della creatività.La prima strofa ci introduce subito in un paesaggio visionario: il pianoforte non è più uno strumento, ma una creatura vivente, dotata di ali e labbra, capace di baciare il cielo. Le note non sono semplici suoni, ma diventano materia: si trasformano in colore, in fiato, in acrilico lanciato da una “sfinge”, figura enigmatica e carica di mistero.” Lanciato da una sfinge” significa che ciò che viene espresso, che sia un suono, un pensiero o un’emozione non si presenta in modo diretto, ma attraverso simboli, misteri, intuizioni. È un annuncio che non parla alla logica, ma all’immaginazione, al desiderio e all’inconscio. Questa sinestesia – cioè la sovrapposizione di più sensazioni – è uno degli elementi centrali della poesia, e crea un’atmosfera che ricorda l’arte surrealista, dove le immagini non vogliono descrivere la realtà, ma evocare stati interiori.Nella seconda strofa, l’autore si sposta su un piano più introspettivo. La ruota panoramica diventa il punto di osservazione da cui si osserva il caos ordinato dei pensieri: “ovali”, cioè non lineari, irregolari, in movimento. Questi pensieri scavano nel profondo, arrivando a un mondo sommerso e misterioso, fatto di “acqua pesante”, ninfe e ninfee. Qui la natura, che sembrava serena, ora è inquietante. Le ninfe, figure mitologiche spesso associate alla seduzione, non sono solo belle: turbano, tolgono “il sonno della ragione”. È una frase che richiama il famoso titolo di Goya (El sueño de la razón produce monstruos), suggerendo una perdita di controllo, un abbandono alla parte più istintiva e irrazionale dell’essere umano.Nella terza e ultima strofa, il focus torna sull’“io” poetico. Gli occhi diventano “spugne di ghiaccio”: freddi, sì, ma anche pronti ad assorbire il mondo. Dalle pupille emergono “comete dalla lunga chioma” , simboli del desiderio, della bellezza effimera, di ciò che attraversa il cielo e scompare. Queste comete si sciolgono nel “sole di un cuore caldo”, che sembra rappresentare l’amore, la passione, o forse il calore umano che riesce a sciogliere il gelo interiore. Complimenti e abbracci

il 02/08/2025 alle 22:22

Grandioso commento, ho dato fondo ormai aicomplinti per le tue bellissime analisi! Un abbraccio e buona notte!

il 02/08/2025 alle 23:27

Quello che mi ha colpito moltissimo è : ''che mi tolgono il sonno della ragione.'', ripensando alla frase: ''il sonno della ragione genera mostri'', ne deduco che l'osservazione dalla ruota panoramica che ti permette di guardare dall'alto dentro te , la ragione è tornata e quindi i tuoi pensieri che disegnano orbite ellittiche , da cui eccentricità la differenzia dal cerchio, perché l'eccentricità indica lo schiacciamento dell'ellisse e dei tuoi ''pensieri ovali'' vogliono invece non essere più tali . Cioè ci vedo e ci sento un desiderio di guardare le cose non in base ai tuoi pensieri ovali ma da una prospettiva diversa, che ti suggerisce ''il ritorno della ragione''; anche la terza strofa legata saldamente a questo ritorno indicano '' occhi di ghiaccio'' che assorbono la realtà ma poi ciò che assorbe viene ''riscaldato'' dal cuore caldo quindi al sole dell'amore tutto cambia in senso positivo e irreale . Ci vedo un desiderio in te di guardare il tutto da prospettive diverse di andare più a fondo perché magari c'è qualcosa che ti ''perdi'' del mistero della realtà. L' ''ultra viola'', inteso come colore, lo esige. Spero di aver spiegato bene quello che volevo dire. In ogni la poesia è molto bella ,è profonda e spinge a guardare ''con occhi nuovi'' e più ''ricchi''. Ti abbraccio Eos

il 03/08/2025 alle 15:50

Bel testo tratto dal tuo stile! I miei omaggi, Ax

il 03/08/2025 alle 17:17

Grazie Eos, analisi perfetta, come sempre… aggiungo che ultra viola, oltre a essere un riferimento all’ultravioletto è anche una viola, fiore, e una viola come strumento. Li vedo tutti sovrapponibili… Un caro abbraccio e grazie! Ax

il 03/08/2025 alle 20:40

Grazie Sir, lieto del tuo commento e omaggi contraccambiati!

il 03/08/2025 alle 20:41

È una poesia surrealista e sinestetica: i suoni diventano colori, le immagini diventano emozioni cosmiche, il mito (la sfinge, le ninfe) entra nel quotidiano. È come una tela di Dalí o un brano di Debussy tradotto in versi: visionario, musicale, enigmatico, ma con un nucleo molto umano, il bisogno di sciogliersi in un cuore caldo.

il 26/08/2025 alle 16:47

l'orbita dei tuoi pensieri è notoriamente carica di presenze come il cuore caldo che padroneggia il tuo finale importante.

il 13/09/2025 alle 15:58