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Pubblicata il 02/08/2025
Lemmi-ngs nella Tundra Semantica

Le mie parole in fiamme
lanciano segnali di fumo,
salgono verso il cielo saporito,
s’intrecciano alle nuvole,
poi scrivono sulla seta bianca
inviti adolescenti con dita cinerine,
a svuotare il vocabolario colmo.

Sfido il pensiero massivo,
massiccio d’ipocrisia,
mansueto nella risposta.
La mia lancia è lunga,
raggiunge il bersaglio,
penetrando scudo e corazza
di rose muscose e gigli d’acqua.

La piuma che verga l’inizio
di un nuovo millennio
ora scrive il silenzio dell’alba.
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“Lemmi”: sono le voci del dizionario, cioè le singole parole considerate nella loro forma base. “Lemmings”: sono piccoli roditori noti soprattutto per la leggenda (non del tutto vera) secondo cui si suiciderebbero in massa gettandosi dai dirupi. Le parole, i lemmi, si stanno comportando come i lemmings , vengono usate in modo automatico, ripetitivo, svuotato di senso, seguendo il “gregge” della comunicazione di massa, fino a cadere nel vuoto semantico. La tundra “semantica” è quindi un paesaggio mentale in cui i significati sono ghiacciati, bloccati, fermi. Non c’è più calore nel linguaggio, non c’è più creatività, tutto è sterile. le parole (i lemmi) si muovono senza senso, come i lemmings, dentro un deserto gelido di significati. "Le mie parole in fiamme / lanciano segnali di fumo..." Le parole che usa il poeta non sono fredde né automatiche: sono in fiamme, passionali, vitali. L’immagine dei “segnali di fumo” richiama antiche forme di comunicazione, come quelle dei nativi americani: un modo per comunicare a distanza, in silenzio, ma con forza. Le parole salgono verso un “cielo saporito” – un’immagine sinestetica, che unisce senso del gusto e visione – e si intrecciano alle nuvole, come a voler riscrivere il cielo, lo spazio del pensiero. Le dita “cinerine” (cioè grigie di cenere) scrivono inviti adolescenziali: sono ribelli, impulsivi, puri. L’ultima immagine – “svuotare il vocabolario colmo” – è un gesto radicale: il poeta vuole svuotare le parole del loro uso stanco, convenzionale, per ridare loro un significato nuovo. Qui il tono sale. Il poeta si oppone al “pensiero massivo”, cioè quello dominante, omologato, passivo. Lo definisce “massiccio d’ipocrisia”: è un pensiero pesante, costruito sulla falsità. È anche “mansueto nella risposta”: non ha forza, non reagisce. Il poeta invece ha una lancia lunga, potente, che riesce a colpire e penetrare ogni difesa: anche quelle fatte di "rose muscose e gigli d’acqua", simboli ambigui che uniscono bellezza e delicatezza, ma anche falsità e apparenza. In altre parole, la parola vera può trafiggere le maschere del linguaggio falso e retorico. Si chiude con un’immagine dolce e meditativa. La piuma rappresenta la scrittura, ma anche la leggerezza e la delicatezza. Siamo di fronte all’inizio di un nuovo millennio, un nuovo tempo. Ma l’inizio non è rumoroso: è fatto di silenzio, come l’alba. È un invito a un cambiamento silenzioso, ma profondo: rinnovare il linguaggio, e con esso, il pensiero, senza clamore, ma con autenticità.Molto bella.I soliti abbracci.

il 02/08/2025 alle 23:11

Grande Ninetta, dovrei fare io i commenti ai tuoi commenti, oltre a ringraziarti per il tuo tempo dedicato alla lettura e analisi profonda. 110 e lode + abbracci

il 02/08/2025 alle 23:32

Sono parzialmente d'accordo con Ninetta, la tua poesia esprime un desiderio di rinnovamento e l'uso di un linguaggio per esprimere ''il silenzio dell'alba''. La tundra è un paesaggio coperto di ghiaccio nel quale si trovano solo muschi e licheni però nella stagione calda il ghiaccio si scioglie e spuntano piantine piccole , i lemmi , paragonati ai lemming , animaletti piccoli ma vivi e non abbastanza grandi da dar vita a una nuova forma espressiva che renda quanto di nuovo è sorto in te a livello spirituale. Nella vita artistica in molti poeti c'è stata ad un certo punto l'esigenza di un cambiamento (futuristi crepuscolari ermetici ecc...) perché dentro di sè non si riconoscevano più in quanto fatto ; al rinnovamento spirituale sorge l'esigenza per esprimere tale cambiamento . Non credo che senti l'esigenza di un linguaggio meno ''massivo'' ma ha l'esigenza più aderente a quello che senti ora e che non è uguale a quello che sentivi prima tanto da sembrare ''massivo'' e banale come anche i commenti che facevi . Ma al di là di quello che pensi del nuovo e vecchio te ,la tua mancanza su Ph si sente come crea un forte senso di attesa del tuo nuovo linguaggio . Ti abbraccio Eos

il 18/10/2025 alle 21:09