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Pubblicata il 01/08/2025
Alle donne curde

Io vi ho viste
donne senza ombra dietro le finestre rotte
con il cuore nascosto sotto la giacca militare
e l’infanzia sepolta in una trincea.

Siete nate tra le pietre
e lì avete imparato a parlare la lingua del silenzio
a scrivere poesie con il fango e con il sangue
a costruire la pace con le dita sporche di polvere da sparo.

Il vostro grembo non ha partorito solo figli:
ha partorito rivolta
ha partorito la dignità di un popolo
che nessuno voleva ricordare.

E quando avete bruciato le armi
non era resa
era seme.
Era una ferita che si fa albero.

Oh! sorelle della montagna
che cantate con la voce spezzata
e danzate con gli stivali infangati
non vi dimenticherà la terra
né il vento, né la cenere.

Perché in ogni donna curda
c’è un poema che ancora non ha trovato la sua lingua
ma già parla di pace.

Pace che non è silenzio
ma respiro restituito.
Pace che non è oblio
ma memoria che fiorisce.

E verrà, sì, verrà
non come dono
ma come scelta.

E voi l’avete già fatta.
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Bellissima dedica a donne dimenticate dal mondo che ha ben altri focus… Se non l’hai visto, ti consiglio il film Red Snake, storia vera di una yazida e le sue compagne coraggiose… Un abbraccio

il 01/08/2025 alle 23:08

Il popolo curdo è stato storicamente perseguitato, diviso tra diversi Stati (Turchia, Siria, Iran, Iraq) senza mai ottenere un riconoscimento pieno come nazione indipendente. Le donne curde, in particolare, hanno avuto un ruolo straordinario: non solo hanno combattuto sul campo, ma hanno anche incarnato una visione rivoluzionaria della libertà femminile e della giustizia sociale, spesso pagando con la vita.Il film Red Snake non l'ho visto, dev'essere molto interessante.Spero di poter vedere anche il film documentario della regista Benedetta Argentieri ,che ha vissuto un anno con queste guerriere.Grazie Ax per la lettura e il suggerimento... Abbracci.

il 01/08/2025 alle 23:58

Ottima constatazione, Nin! Applausi

il 02/08/2025 alle 00:50

Questa è poesia. Brava ninetta. Ciao.

il 02/08/2025 alle 09:06

Grazie Sir.Abbracci.

il 02/08/2025 alle 15:14

Grazie Mitri, ciao!

il 02/08/2025 alle 15:18

Ninetta è semplicemente bellissimo e toccante, è vero delle donne curde non se ne parla mai ma con questa tua poesoa hai dato loro voce e visibilità , viso e corpo quando dici che danzano nel fango con gli stivali da guerra; quanta dignità di queste donne private di una infanzia normale, cresciute e nate tra le pietre dove hanno imparato la lingua del silenzio.Non hanno partorito solo figli ma rivolta che ha portato alla conquista di dignità di popolo, un popolo altrimenti destinato ad essere e rimanere un fantasma. Sono tanti i versi che mi hanno colpita e mi sono rimasti impresso nella loro plasticità : per esempio ''una ferita che si fa albero'' ed io immagino una foresta di alberi che urla al cielo i propri diritti ad essere popolo ,ad esistere, a vedere riconosciuta la propria dignità,conquistata col coraggio con le sofferenze e con il sangue. E' veramente indimenticabile ! Bravissima Baci Eos

il 02/08/2025 alle 23:23

Sto leggendo molto su queste donne.Le combattenti curde, in particolare quelle dello YPJ e affini, si ispirano a un’ideologia chiamata confederalismo democratico, proposta da Abdullah Öcalan, che include:Eguaglianza di genere,Autogestione,Ecologia sociale Femminismo radicale.Molte di loro vedono la lotta armata non solo come difesa del proprio territorio, ma anche come mezzo di emancipazione femminile in contesti fortemente patriarcali.Ed è questo che mi ha molto colpito.Sto cercando il film che mi ha suggerito Axel, credo che sarà molto interessante.Grazie eos , è sempre bello leggere i tuoi commenti.Baci.

il 02/08/2025 alle 23:34

Sei appassionata cronista dell'anima e delle sue ferite. Come San Tommaso le stiamo toccando. Grazie.

il 03/09/2025 alle 13:48