Nell'epoca della Bohème l'assenzio è il liquore a cui facevano spesso ricorso scrittori ed artisti per potenziare l'ispirazione e la fantasia e la fata verde era una bevanda zuccherata associata all'assenzio , quindi grazie agli effetti allucinogeni della fata verde ''bevi il tramonto'' anziché guardarlo, così lo incorpori dentro te e ha inizio il sogno , come frutto dell'allucinazione .I muri già crollati ti permettono di prendere manciate di stelle e dopo aver smesso di suonare una musica triste che provoca lacrime c'è una reazione forte . Ti fai dio tra gli dei ed ovviamente il dio migliore e scagli fulmini dagli occhi (mentre Giove scagliava fulmini e saette con le mani);dopodiché incendi i calendari vuoti (cioè i giorni vuoti). La tua ''allucinazione'' è un po' nervosetta . Bere la fata verde ti lascia un retrogusto di idrogeno(penso amaro) tanto che il tuo respiro diventa fuoco (come un drago) mentre bevi le nuvole e il cielo. Alla fine però , hai dato fondo a tutte le energie ''violente'' c'è un frenetico effetto il fuoco è verde , simbolo di rinascita . Bella e piaciuta Ti abbraccio Eos
E.C. mi sto innervosendo anche io , ti riscrivo la frase corretta: ''dato fondo a tutte le energie violente c'è un benefico effetto ...'' Il resto va bene .
hai bevuto, leccato, inalato e forse l'assenzio ti ristabilisce per la prossima orbitante narrazione.
Grazie Eos, tutto ok, tranquilla! ;-) Il discorso del tramonto l’ho mediato da Oscar Wilde “ Un bicchiere d'assenzio, non c'è niente di più poetico al mondo. Che differenza c'è tra un bicchiere d'assenzio e un tramonto?" Un abbraccio Ax
Grazie Poe, sì ne producono ancora dopo che era stata proibita la vendita della “Fata Verde”
Bere un tramonto” non è un semplice inizio: è un’immagine che rovescia le categorie sensoriali e trascina subito in un’esperienza allucinata, sinestetica, perfettamente coerente con il tema dell’assenzio. Qui la bevanda non è solo un liquore, ma un filtro poetico, una pozione che scioglie i confini tra realtà e immaginazione. Il tramonto è simbolo di fine, bellezza, dissoluzione e il poeta lo bevi, lo centellina( un rituale lento), lo assimila, come un atto di fusione con il mondo. La fata verde”, personificazione mitica dell’assenzio che si beve con il ghiaccio, diventa la guida in un sogno che libera, dove “disperdo le mie ombre”. Cioè apre un varco nella psiche: le ombre rappresentano le parti oscure di sé, le inquietudini, forse i ricordi o i pensieri che ci appesantiscono. Nell’ebbrezza lucida di questo rituale, il poeta riesce a disfarsene e “raccoglie manciate di stelle” cioè frammenti di bellezza, di luce, -È come se, sotto effetto dell'assenzio (o della poesia stessa), il poeta si immaginasse un dio,(ironia dissacrante) capace di scagliare fulmini e bruciare calendari, cioè di rifiutare il tempo lineare e la mortalità. Questo gesto ricorda molto il Prometeo moderno. Qui la poesia si fa quasi cosmica: l’idrogeno, elemento primordiale dell’universo, viene evocato nel gusto, come a suggerire che l’esperienza è tanto chimica quanto spirituale. Si respira il cielo, le nuvole — e il respiro diventa fuoco. Una trasformazione alchemica dell’anima, in cui il corpo diventa agente di combustione. Absinthium è un testo poetico che va letto come un inno alla trasformazione interiore attraverso l’alterazione cosciente.Bel testo.Abbracci Ax!
Attenzione all'overdose di tutto ciò che hai inalato, bevuto e respirato, cavaliere Ax! Questa è una Bomba Chimica rischiosissima! Spero di rivederti sobrio, al Castello! Piaciuta perchè intraprendente!
Grazie Ninetta, la tua analisi approfondita diventa racconto e tocca tutti i punti trovando i collegamenti più disparati. Un abbraccio grato per il tuo tempo e qualità del commento!
Tranquillo, Sir, l’unica droga che mi fa effetto è l’arte, poesia e musica che mi spediscono nel nirvana. Per brandire una spada i miei sensi sono sempre vigili e pronti! ;-)
I tuoi testi volano troppo in alto per una penna modesta come la mia che non è in grado di commentarli come meritano. Li apprezzo molto.
grazie, sei gentilissima, ma abbi più fiducia in te stessa, i versi devono volare non in alto ma nel cuore...