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V.
Pubblicata il 30/07/2025

danzo nel vuoto di menti disperse
erranti in mute regioni del nulla,
in attesa del buio.

ballo cantando nei cuori trafitti
asciutti dal sale di occhi sfiniti,
lacrime amare che chiedono pace.

lieve mi aggiro per desolate rovine
fra orfani, vedove, e qualche vigliacco
cui pasco il terrore della resa dei conti.

nei giorni di festa incanto le piazze.
occhi di bistro, le guance di biacca,
parrucca e belletto per dare colore.

mi acconcio a pagliaccio e salgo sul filo,
fra chiese e palazzi passeggio sfrontata.
sbando fingendo, frullando le braccia.

scivola un piede… bilancio sull’altro
la folla è sospesa, par che perda la presa,
cado… no! Rimbalzo e son ritta.

guardo la gente che plaude incosciente,
son loro sul filo, come tutti gli umani:
io sto sulla spalla di ognuno di loro.

in molti, domani cadranno davvero.
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Bravo, Vittorio. Complimenti. Un amico Nerd mi ha detto che ha impersonato V.

il 30/07/2025 alle 13:11

notevole! complimenti.

il 30/07/2025 alle 13:28