PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 29/07/2025
Bukowski: 2 (seconda parte)

Io:
"E tu? Hai mai scritto qualcosa che ti ha fatto paura pubblicare?"
Bukowski:
"Tutto. Ma soprattutto quando ho scritto di mio padre. Di quello che mi ha fatto. Scrivere è come scavarsi addosso. Ogni tanto trovi ossa che speravi fossero sparite."
io:
"Se potessi parlare al giovane Charles... cosa gli diresti?"
Bukowski (sottovoce):
"Le prenderai. E farai male. Ma scrivi. Scrivi anche quando ti sembra inutile. Perché quello sarà l’unico modo che avrai di restare vivo."
il treno geme leggermente sui binari, come se anche lui sentisse la fatica di quel viaggio. Bukowski si è ammutolito da qualche minuto. Fissa fuori, il volto scavato, segnato da troppe notti, troppi bicchieri, troppi addii.
io:
"Qual è stata la tua ultima poesia?"
Bukowski (senza voltarsi):
"L’ho scritta senza carta. Era una frase che mi è venuta in mente mentre guardavo una donna dormire accanto a me. Ho pensato:
‘Anche i lupi si addormentano, se trovano abbastanza silenzio.’
non l’ho mai scritta. Ma forse era quella."
tu:
"E ti manca ancora qualcuno?"
Bukowski:
"Mi manca la versione di me che non ho mai saputo diventare. Quella che magari sapeva restare. Che non mandava tutto in fumo per orgoglio o paura. Ma forse quel tipo non avrebbe mai scritto nemmeno una riga."
io (più piano):
"Pensi che la poesia possa ancora salvare qualcosa, oggi?"
Bukowski (si volta, finalmente):
"No. Ma può ricordare. E a volte ricordare è l’unico modo per non diventare completamente mostri. I versi, se sono veri, fanno da specchio. E certi specchi non mentono."
il treno rallenta, frena con uno stridio lungo. Una stazione emerge dalla nebbia: nessun nome, solo un lampione fioco, una panchina vuota, un cane randagio che attraversa i binari.
Bukowski si alza. Si sistema la giacca male stirata, raccoglie la bottiglia ormai vuota.
Bukowski:
"Questa è la mia fermata. È sempre la mia fermata, ovunque sia."
io:
"E dopo? Dove vai?"
Bukowski (sorride di lato):
"Vado dove si può ancora fumare in pace, bere senza fretta e scrivere senza dover spiegare niente a nessuno."
si ferma, mi guarda per un istante. Per la prima volta lo sguardo è quasi tenero.
Bukowski:
"Hai fatto buone domande. Continua a farle. Ma non cercare risposte perfette. Quelle non sono mai poesia."
Poi scende. La porta si chiude alle sue spalle con un sibilo lento.
Il treno riparte.
io resto lì, con una strana sensazione nel petto: qualcosa tra tristezza e gratitudine. Come dopo un incontro che sai non si ripeterà mai più.
sicuramente mai più!
  • Attualmente 4/5 meriti.
4,0/5 meriti (4 voti)

Grandissima e avvincente narrazione, penso che sei arrivata davvero a percepire l’essenza dello scrittore, sembra davvero un’intervita reale a cui lui ha svelato il suo io più sincero, senza filtri. Un abbraccio

il 29/07/2025 alle 10:09

Personaggi esclusivi da una nota reporter che parla col cuore anziché un microfono. È sempre un piacere.

il 29/07/2025 alle 13:40

Bravissima come sempre. Un abbraccio.

il 29/07/2025 alle 15:25

Capolavoro

il 29/07/2025 alle 18:40

Grazie Axel, sto pensando di cambire mestiere...

il 29/07/2025 alle 18:55

Si Poe... è vero, questi personaggi li vivo proprio...grazie della tua presenza.Abbracci.

il 29/07/2025 alle 18:57

Grazie Cassiopea ...baci.

il 29/07/2025 alle 18:59

Grazie Sir, troppo buono! Abbracci.

il 29/07/2025 alle 19:00

Ninetta quando dormi hai l'incubi per Buk..? spero che tu ti debba disintossicare a studiare tutto in una volta personalità così complesse.. devi pensare alla tua serenità.. sei grande dai proprio l'anima grazie

il 29/07/2025 alle 21:42

Grazie Visir, ?

il 30/07/2025 alle 03:21

Ho letto molto ma non tutto del tuo ispirativo B.,e devo dire che il suo anticonformismo puo' interessare quando si e' giovani.Da meno giovane capisci che rientrava nel clan dei persuasori occulti.

il 04/11/2025 alle 09:27

Ah, interessante osservazione! Credo che tu abbia ragione: quando si è giovani, l’anticonformismo di Bukowski colpisce più facilmente, perché ti senti attratto dalla sua ribellione e dalla libertà sfacciata. Da ‘meno giovani’, invece, si cominciano a notare le sfumature, e forse un po’ di strategia dietro la sua immagine: i persuasori occulti, dici bene! Però nel mio dialogo con lui non cerco tanto la ribellione pura quanto l’opportunità di confrontarmi con un personaggio che mi provoca, mi fa riflettere o mi fa sorridere. Magari la sua influenza nascosta è proprio quello che lo rende interessante… o forse sto solo cercando scuse per parlare con uno scrittore immaginario! Sempre gradito il tuo passaggio.Saluti.

il 04/11/2025 alle 11:22