finì come si fa in un film.
lo sapevo da tempo, ma non volevo che accadesse, eppure quell’ultimo messaggio fu davvero la fine.
da allora ci siamo persi, ma non dimenticati.
sono passati mesi. Ancora oggi, ogni tanto, rileggo ciò che è stato: quel filo sottile di un bene che non si tocca, ma rimane scolpito dentro.
tu la porta non l’hai mai chiusa, ma io non riesco ad entrare.
la paura di legarmi è grande, e non mi va di soffrire… e forse neanche a te va.
la nostra razionalità, che entrambi abbiamo, non ci fa agire, perché già sa che ci farebbe soffrire.
e allora, la porta non chiuderla.
chissà, un giorno ci ritroveremo… se ne avremo il coraggio.